Sono in arrivo alla Procura generale di Milano i primi esiti degli accertamenti in corso, anche in Uruguay e in Spagna, relativi all'istruttoria supplementare per far luce sulla richiesta di grazia ottenuta da Nicole Minetti. La procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa quando avranno un quadro completo sul caso dell'ex consigliera lombarda si esprimeranno e, se dovesse emergere qualche elemento "ostativo", potrebbero rivedere il loro parere. Parere - precisa comunque l'Ansa - che non dovrebbe arrivare questa settimana.
A effettuare le dovute verifiche all'estero l'Interpol. Al centro la regolarità della procedura di adozione da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, del bimbo, malato e curato a Boston, negli Stati Uniti. Non solo, perché si stanno di nuovo effettuando verifiche su eventuali procedimenti penali a carico della 41enne - che risulta non avere alcun debito con la giustizia, se non quello per cui ha ricevuto la clemenza, e nessuna iscrizione come indagata - e sui suoi spostamenti tra la residenza uruguayana di Punta de l'Este, la villa a Ibiza, Milano, Roma e pure Boston per le cure del piccolo.
Punto fondamentale sarà accertare che abbia davvero preso le distanze dalla vita precedente, con una "seria volontà di riscatto sociale". Solo dopo tutti questi controlli si saprà se il parere, che dovrà essere inviato al ministero della Giustizia con destinazione finale il Colle, sarà una conferma di quello già dato in precedenza o una modifica. Minetti, ex igienista dentale, è stata condannata a 2 anni per induzione alla prostituzione nell’ambito del processo "Ruby bis". Poi l'ottenimento della grazia da parte del presidente della Repubblica per motivi umanitari. Una concessione fondata anche sulle gravi condizioni di salute del figlio adottivo.