Rula Jebreal, commentando la strage di Modena, la spara grossa e costruisce un racconto ideologico davvero discutibile in un'intervista a La Stampa. Secondo la giornalista, "le destre suprematiste governative condividono un’unica ideologia politica basata sulla criminalizzazione collettiva delle minoranze, viste come il nemico interno". Per lei esiste un "filo rosso" tra l’attentato alla moschea di San Diego, la strage di Modena e l’omicidio di Bakari Sako a Taranto. E punta il dito direttamente contro il governo italiano e Matteo Salvini: "Il governo italiano fa propaganda e rifiuta d’istituire una commissione d’inchiesta sulla radicalizzazione e sull’odio razziale".
Sulla proposta di Salvini di revocare la cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati, Jebreal attacca duramente: "Salvini dovrebbe capire che vive in una democrazia e non sotto dittatura militare. La cittadinanza è un diritto, non è una patente che puoi revocare".
Lo accusa poi di "sfruttare come arma politica quello che è accaduto in Emilia-Romagna" e di usare la tragedia solo per "recuperare i consensi che gli sta sottraendo Vannacci", mentre "non ha nulla da dire sull’omicidio di Bakari Sako commesso da italiani".Jebreal arriva persino a paragonare le posizioni della destra italiana al "modello israeliano della deportazione su base etnica" e conclude che "le proposte della destra sono antidemocratiche e anti-italiane". Per la giornalista l’unica soluzione possibile è "più integrazione, collaborazione e alleanza con le comunità". Beh, a quanto pare non è bastato...