Altra lettera di richiamo a Sigfrido Ranucci. La Rai avrebbe inviato al conduttore di Report una richiesta di carattere editoriale: meno "reportage a tesi", più pluralismo. La prima era arrivata ad aprile, dopo le dichiarazioni rilasciate durante È sempre Cartabianca sulla presunta presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio nel ranch dell'imprenditore compagno di Nicole Minetti in Uruguay.
Secondo quanto appreso da fonti vicine all'azienda e diffuso da Fanpage, il nuovo richiamo da parte del direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini sarebbe arrivato dopo i contenuti della puntata andata in onda domenica 17 maggio su Rai 3.
Al centro della puntata tre inchieste. "In nome del padre" il programma ha ricostruito con testimonianze inedite il ruolo che avrebbe avuto Ignazio La Russa nell'ascesa del primogenito Geronimo ai vertici dell'Aci, nel percorso politico avviato dal secondogenito Lorenzo Kocis e nella vicenda giudiziaria che ha riguardato il terzogenito Leonardo Apache. Il secondo servizio, "Il braccio destro" ha indagato la galassia digitale che gravita attorno a Fratelli d'Italia. La terza inchiesta, "Giustizia cieca" ha approfondito le vulnerabilità informatiche del Ministero della Giustizia, tornando sul software Ecm.
"Prendo atto di quanto riporta l'Ansa - aveva scritto il conduttore in merito alla prima lettera - che da ottima agenzia ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell'azienda. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell'Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell'umanità".