Il virologo Fabrizio Pregliasco non si rassegna. Dopo l’assidua presenza in tv per commentare la pandemia da Covid-19, la speranza di tramutare quella notorietà in un seggio non è mai tramontata. Ieri, intervenendo nel programma radiofonico Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1, il tema si è riproposto. E alla domanda su una sua possibile candidatura, non si è tirato indietro: «Se me lo chiedessero non mi dispiacerebbe, magari col Pd, ma non penso melo chiederanno, chissà. Io a Roma mi trasferirei, c’è un bel clima e si mangia bene, e come contenuti mi piacerebbe portare avanti le attività di solidarietà del Terzo Settore».
Più chiaro di così... Forse anche troppo dato che, poche ore, è stato costretto a fare marcia indietro. «Le mie parole sono state espresse in un contesto informale e non rappresentano l’annuncio di alcuna candidatura politica né l’avvio di un percorso in tal senso», ha precisato il virologo in una nota. «Il senso del mio intervento - prosegue il comunicato del direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva della Statale di Milano - era esclusivamente quello di ribadire la disponibilità, come cittadino e professionista impegnato da molti anni nel campo della sanità, della ricerca, del volontariato e del Terzo Settore, a mettere a disposizione la mia esperienza al servizio della collettività qualora ciò fosse ritenuto utile». Del resto, quale cittadino si tirerebbe indietro davanti a un seggio in Parlamento?
La disponibilità di Pregliasco non è certo una novità. Nel 2023 si era candidato alle Regionali in Lombardia nella lista del candidato del campo largo Pierfrancesco Majorino. Il risultato fu però deludente: un quinto posto in lista con 2 mila preferenze personali che non gli permisero di essere eletto. Per fortuna che in Parlamento non ci sono le preferenze...