Nell’alfabeto di Cruciani, alla lettera D, o C, manca la “donna cannone”, che presto però – notizia ancora non confermata – verrà sparata dalle finestre di viale Sarca, a Milano, da dove Crux trasmette la Zanzara, unica trasmissione radio (e no) in cui se fai i complimenti al conduttore questi ti manda a fanculo (vedi lettera “V” come “vaffanculo”), se non glieli fai ti ci manda lo stesso, e forse alla fine di questo pezzo – non escludiamo già all’inizio o a metà – manderà a fanculo anche noi.
L’ultimo libro di Giuseppe Cruciani si intitola “Libertà – Tutto Cruciani dalla A alla Z, l’alfabeto del politicamente scorretto”, costa 18 euro, ha 255 pagine che puoi leggere a salto come i vocabolari (abbiamo iniziato dalla “E” di “e vabbè” e dalla “F” di “figa” che l’hanno spuntata sulla “B” di “buonismo” e la “Z” di “zoccola”, comunque istruttivi) ed è edito da Cairo, per il quale David Parenzo – molto più che spalla di Cruciani – lavora a La7 con un discreto successo al timone della “Zanzara che tira”, pardon, “L’Aria che tira”.
Ecco, saltiamo alla “P”, alla voce Parenzo David. C’è scritto così: «Riceviamo e (mal) volentieri pubblichiamo: “Io sottoscritto David Parenzo, nato a Padova il 14 febbraio 1976 (...) diffido Cruciani dal redigere nel libro di imminente uscita dal titolo provvisorio di Dizionario crucianiano (funestamente edito da Cairo, illuminato imprenditore, non si sa perché coinvolto in una simile operazione) una singola voce del suddetto volume interamente dedicata alla mia persona, non potendo altresì evitare riferimenti sparsi ed episodici derivanti dall’occorrenza di lavorare, mio malgrado, con il soprannominato Cruciani da oltre tre lustri. In caso contrario, ove mai riscontrassi la violazione di tale atto diffidatorio, ho, all’uopo, preavvertito l’Avvocato Cinetto Marco del foro di Padova di adire immediatamente alle vie legali. Cordiali saluti, David Parenzo».
CAVALLO DI BATTAGLIA
Dicevamo, “E” di “e vabbè”, mantra crucianiano: «Intercalare strascicato, volutamente provocatorio, che uso spesso e volentieri in associazione con “E che sarà mai!...”. C’è da commentare una gaffe, un incidente diplomatico, un reato contestato, financo un omicidio colposo? Mi viene subito da sdrammatizzare, ridimensionare. Un po’ perché alla fine in questo Paese quasi ogni cosa finisce a cazzo, a tavola, a pacche sulle spalle. E poi perché odio l’indignazione». “Figa”: «Parola che fa inorridire i benpensanti, i moralisti, i paladini del politicamente corretto. Termine volgare, dicono. Certo. Come sono “volgari” tutte le parole che dicono la verità senza i fronzoli del perbenismo. Niente perifrasi, niente giri di parole, in un Paese che ha fatto dell’ipocrisia una forma d’arte, e questo è un atto rivoluzionario».
La Zanzara è un caravanserraglio in cui fino a qualche anno fa erano gli autori, oltre a Cruciani e Parenzo, a dover cercare gli ospiti. Ora sono loro a proporsi in massa: molti sono pregiudicati, altri vengono arrestati subito dopo, o denunciati. Tra quest’ultimi “Er brasiliano” (alla lettera “B”), uno che, ricorda Cruciani, ha guadagnato la ribalta con un video sui social in cui a petto nudo, sotto la pioggia, affronta la polizia sbraitando: “A pezzo de mmerda, me te magno a mozzichi!”. Ci dissociamo.
CAMICIE NERE
L’alfabeto inizia con la “A” di “accoglienza” ma pure di “antifascismo”, «l’idea fissa nella testa di chi non ha nulla in testa (...) Un tempo l’appellativo “fascista era qualcosa di riservato solo ai postfascisti veri e propri, quelli del Movimento Sociale. Poi i progressisti rimasti a corto di argomenti hanno iniziato a vedere il fascismo dappertutto, su tutto quello che andava contro le loro convinzioni». Poi ci sono le “armi”, che Crux vorrebbe ben diffuse tra la popolazione («vorrei che il diritto ad averne una fosse scritto nella Costituzione come negli Stati Uniti»).
La “R” è soprattutto “Radio Belva” e qui Giuseppe ricorda una strepitosa serata di tredici anni fa su Rete 4. È una delle voci più lunghe del dizionario e peccato che duri solo cinque pagine: «Un flop è quando ti fanno fuori dai palinsesti alla terza, quarta puntata, ma durare una puntata e basta è più di un flop, è un disastro, un’ecatombe, un fallimento epico». Ospiti in studio «Roberto Fiore e i suoi camerati di Forza Nuova, i gentili neonazisti di Alba Dorata, un’altra Alba, Parietti, Emilio Fede in collegamento da una sezione di Sel, Mario Borghezio, Cicciolina, l’anziana, romanissima e compianta antiberlusconiana Annarella, Paolo Villaggio e Vittorione Sgarbi (...) Lo Sgarbone prese il comando della nave con un obiettivo molto preciso: farla schiantare, mandare tutto in merda». Il resto leggetelo nel libro che vi risolve la giornata.
Sfrecciamo alla “T”: “trans”, “troia”, “traffico”, quello che su Radio 24 Cruciani odia, perché gli interrompe la trasmissione. Urla che oggigiorno nessuno si informa alla radio sul traffico, e solo quel campione di ascolti di Giuseppe può permettersi tutto questo sulla radio di Confindustria. Un genio assoluto (ma lui gode molto di più quando lo insultano).