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Fatto Quotidiano, ricettazione di borse griffate? Altro sfondone: la smentita in tribunale

martedì 14 luglio 2026

2' di lettura

«Sono molto contento, ho sempre detto di essere innocente, ma sono anche stanco e avvilito, perché per due anni e dieci mesi sono stato accusato di qualcosa che non ho commesso. Oggi finalmente è stato dimostrato che io con la gestione del negozio non c’entro e che qualcuno ha sbagliato», con queste parole Matteo Viacava, il sindaco di Portofino, si è sfogato ad Adnkronos a seguito dell’assoluzione con formula piena da parte del giudice monocratico del tribunale di Genova, Alberto Barillari dall’accusa di falso e ricettazione in un’intricata vicenda in merito a borse di griffe contraffatte trovate nella tabaccheria, che all’epoca gestiva con una sua socia, situata nel centro urbano del ponente ligure. Le traversie processuali erano iniziate dopo che un articolo del Fatto Quotidiano riportò la notizia relativa alle presunte false griffe.

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«Io mi occupo di fare il sindaco e il maestro d’ascia - ha aggiunto - hanno indagato su cose di cui io non mi occupo, un faldone di non so quante pagine e alla fine è stato dimostrato quello che ho sempre detto», ovvero «è stato dimostrato che io con la gestione del negozio non c’entro e che qualcuno ha sbagliato». Viacava si racconta come una «persona che ha dato il sangue e la vita per il suo paese, ho portato 10 milioni all’anno, ho assunto 180 persone in più di quello che potevo, ho dato le case a chi non poteva permettersele, dovrei essere un esempio per l’Italia, la mia amministrazione ha sempre lavorato per il prossimo e per i deboli, questo è Matteo Viacava. Non l’uomo delle borsette, la mia famiglia aiuta tutti da cent’anni e anch’io ho contribuito». Poi ha raccontato la fine del suo incubo, se «fossi stato colpevole sarei stato il primo a dire di avere sbagliato, io sono fatto così». La vicenda risale a tre anni fa quando la guardia di finanza sequestrò, nella tabaccheria di Viacava, 91 capi di Hermes, Fendi e Chanel risultate taroccate e costruite da falsificatori.

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