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Sigfrido Ranucci, la storia con la stagista "morta travolta dal Suv": le confessioni e quei pesantissimi dubbi

di Redazione martedì 14 luglio 2026

5' di lettura

"Nel libro autobiografico La scelta, pubblicato nel 2024, Sigfrido Ranucci racconta due relazioni sentimentali nate all’interno della sua attività professionale: una con una donna arrivata a Report per svolgere uno stage, l’altra con una fonte che lo aveva contattato per fornire informazioni su una possibile inchiesta. Il punto non è il gossip, né il giudizio sulla vita privata del giornalista. La questione riguarda i confini tra rapporti personali e professionali, come nel caso di Valter Lavitola": ne parla il comunicatore ed opinionista politico Gino Zavalani nell'ultimo video pubblicato da Esperia su Instagram. 

Dopo aver letto il libro, Zavalani ne ha selezionato le parti salienti, commentandole e ponendo anche delle domande. "Se il rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola vi ha indignato, ciò che stiamo per raccontarvi potrebbe aprire interrogativi ancora più profondi - dice il content creator nel reel -. Questa volta non parleremo di indiscrezioni, intercettazioni o fonti anonime. A raccontare tutto è lo stesso Sigfrido Ranucci, nel libro autobiografico La scelta, pubblicato nel 2024”. Viene richiamato, in particolare, il quarto capitolo del libro, intitolato Rospi, in cui Ranucci racconta di Karoline, presentata come una professionista della televisione svizzera interessata a svolgere uno stage nella redazione di Report: “Karoline lavora come producer per la televisione svizzera. Ha la passione per il giornalismo d’inchiesta e ha fatto domanda per partecipare a uno stage a Report”, si legge nel libro.

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"Ranucci racconta che, dopo pochi giorni di lavoro insieme, Karoline lo invita a cena nel suo appartamento di Lugano - continua Zavalani nella video-ricostruzione -. Quella sera gli affida una parte dolorosissima della propria vita: la diagnosi di sclerosi multipla, l’insonnia che la tormenta da anni e una violenza sessuale subita quando era giovane. Nel libro Karoline racconta di essere stata aggredita da due uomini, di aver poi scoperto di essere rimasta incinta e di avere abortito. È il racconto di una donna segnata da una malattia e da un trauma profondo. Confidenze intime, rese a un uomo che aveva conosciuto nel contesto lavorativo e con il quale, nel frattempo, era nata una relazione. Ranucci descrive apertamente anche la loro intimità, entrando nei particolari del rapporto sessuale. Ma il punto giornalisticamente rilevante non è ciò che accade nella camera da letto. È il fatto che quella relazione nasca tra un giornalista di punta del programma e una donna arrivata per svolgere uno stage nella sua stessa redazione. Poi il racconto precipita. Ranucci si trova a Milano. Karoline lo raggiunge in albergo e gli chiede l’iPad che gli aveva regalato. Sul dispositivo trova aperta una mail inviata da un’altra donna, Emilia. Capisce che Ranucci le ha nascosto un’altra relazione. ‘Sei una merda’, gli urla, prima di scagliare l’iPad e fuggire dalla stanza in lacrime. Pochi istanti dopo Ranucci sente una frenata. Si affaccia alla finestra e corre in strada. Karoline è riversa sul bordo del marciapiede: mentre attraversava correndo, un Suv non è riuscito a evitarla”.

Il video, poi, cita anche il passaggio dedicato alla morte della donna. “Ranucci scrive: ‘Karoline ha lo sguardo vitreo. […] Non ho mai trovato la forza di raccontare le circostanze in cui è morta’. La sequenza narrata nel libro è drammatica: Karoline scopre il tradimento, fugge sconvolta, attraversa la strada e viene investita". Zavalani, poi, si sofferma sulla seconda storia che emerge dal libro, quella con Emilia. Che, secondo quanto riportato nell'autobiografia, avrebbe inizialmente contattato Ranucci come fonte per una sua inchiesta.

“Anche Emilia entra nella vita di Ranucci attraverso il lavoro - ricostruisce il video di Esperia -. È un’insegnante di scuola media che ritiene di essere stata testimone inconsapevole di una truffa ai danni della scuola. Dopo aver letto l’anticipazione di un’inchiesta di Ranucci sulla Banca Popolare di Milano, gli scrive per offrirgli informazioni e collaborazione. La prima mail è quella di una fonte che si rivolge a un giornalista: ‘Caro Sigfrido, come procede il lavoro? […] Se pensi possa esserti di aiuto, potrei venire domani dalle 13 alle 15’. Si incontrano per parlare della vicenda. Ma anche in questo caso, secondo il racconto di Ranucci, il rapporto professionale si trasforma quasi immediatamente. Ranucci scrive che, mentre pranzano, le loro mani ‘si cercano e si trovano sulla tovaglia’. E aggiunge: ‘La seconda volta che ci incontriamo finiamo direttamente in un motel’.

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La relazione, poi, sempre secondo la ricostruzione fatta da Esperia, sarebbe durata circa un anno e mezzo: "Emilia, dunque, non è una donna conosciuta casualmente fuori dal lavoro. È una fonte che si rivolge a Report per segnalare una possibile truffa e che, poco dopo, diventa l’amante del giornalista al quale aveva consegnato quelle informazioni. La relazione dura circa un anno e mezzo. Nel frattempo Emilia lascia il marito. Poi, anche questa storia termina dopo la scoperta di altri tradimenti: Emilia riesce ad accedere al computer di Ranucci, legge messaggi e corrispondenza e decide di lasciarlo con una mail. Due donne, due rapporti nati all’interno dell’attività giornalistica. Karoline arriva per uno stage a Report e diventa la compagna/amante di Ranucci. Emilia lo contatta come fonte di un’inchiesta e diventa la sua compagna/amante”.

Il reel si conclude con una serie di domande sulla compatibilità di queste relazioni con i principi deontologici della professione giornalistica: “Non ci interessa stabilire chi abbia tradito chi, né entrare nella vita familiare di Sigfrido Ranucci. La questione che poniamo è esclusivamente professionale. È compatibile con i principi deontologici del giornalismo e con le regole del servizio pubblico che un giornalista intrecci relazioni sentimentali con una collaboratrice del proprio programma e con una fonte delle proprie inchieste? Quali garanzie di indipendenza, equilibrio e correttezza possono esserci quando il rapporto tra giornalista e fonte smette di essere professionale e diventa intimo? Esistevano conflitti di interesse? Le informazioni fornite da Emilia sono state utilizzate in un’inchiesta? Karoline ha effettivamente svolto lo stage o collaborato con la redazione? Chi, all’interno della Rai, era a conoscenza di questi rapporti? Sono domande legittime, perché non nascono da un pettegolezzo o da una ricostruzione anonima. Nascono dalle parole dello stesso Sigfrido Ranucci, affidate a un libro nel quale vita privata e professionale si intrecciano continuamente. Dopo Valter Lavitola, dunque, emerge un tema più ampio: il rapporto di Ranucci con le persone che diventano sue fonti, collaboratrici o confidenti. Un metodo nel quale i confini sembrano talvolta sfumare fino quasi a scomparire. Ed è proprio su quei confini che, oggi, riteniamo necessario fare chiarezza”.

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