Giulio Tremonti bacchetta l'Europa e, citando il film "Come un gatto in tangenziale", critica l'Ue che paga di nuovo l’errore del "mercatismo". Intervistato dal Sole 24 Ore sul think tank copresieduto da Mario Draghi e dall'economista Luis Collison, l'ex ministro delle finanze nel governo Berlusconi ricorda il film record di incassi: "La protagonista Paola Cortellesi presenta agli amici il personaggio interpretato da Antonio Albanese come presidente di un tic tac, ignorando l'espressione think tank".
E così, "l'Europa è stata strutturata al principio dall'hegeliano Kojève, poi è stata topizzata da migliaia di burocrati, affiancati da migliaia di lobbisti". Per quanto riguarda invece la vittoria del no del referendum in Islanda contro l'ingresso nell'Unione europea, Tremonti si dice convinto che "l'errore più grave sta nell'aver impostato un'operazione mercatista, integralista e fondamentalista, estesa alla pesca artica, operazione il cui esito è stato un prevedibile insuccesso". Tutto questo ha infatti prodotto un apparato normativo enorme: "Chi vuole fare impresa si trova davanti a una normativa europea estesa ormai per 400 chilometri".
Secondo l'economista, alla luce della posizione assunta sul conflitto russo-ucraino a sostegno di Kiev si realizzano i due punti centrali indicati nel Manifesto di Ventotene dell'agosto del 1941, ossia politica estera comune e difesa comune e l'operazione del prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina finanziato con debito comune europeo "riprende, peraltro, la proposta italiana degli eurobond lanciata nel 2003". Infine, sul risiko bancario e il piano per Mps, Tremonti dice di "limitarsi a sottolineare il valore della stabilità. Questo, nella finanza, non è assolutamente il momento delle avventure".