Sigfrido Ranucci, ospite alla Festa del Fatto a Marina di Pietrasanta, smentisce i sospetti e afferma: "Assolutamente non ho mai avuto interessi negli affari di Valter Lavitola, mai un euro". E sottolinea di avere solo un deposito bancario "dal quale i soldi entrano ed escono e questo può essere verificato". Così come nega con decisione che il faccendiere abbia potuto influenzare le inchieste di Report. Eppure il 20 ottobre scorso, esattamente quattro giorni dopo l'esplosione della bomba davanti a casa dell'allora conduttore di Rai 3, Lavitola invia il link di un articolo che parla di carbon credit all'allora conduttore. "Possiamo vederci dieci minuti?".
Ranucci risponde che passerà da casa dell'ex editore in serata. Ed effettivamente è andato nella casa di Monteverde. A riguardo il giornalista smentisce di avere deliberatamente lasciato il telefono prima di andare in giardino: "Non ricordo dove fosse, sicuramente non in cucina". E spiega che Lavitola voleva chiederli consigli sull'incontro con Gianluca De Marchi e Fabio Mazzoni di Urban Vision, che effettivamente Lavitola incontrerà, insieme all'allora conduttore di Report, alcune settimane dopo nel ristorante di Monteverde.
Definendosi vittima di una campagna mediatica, Ranucci preannuncia "centinaia di querele e richieste di risarcimento danni". "Ho la sensazione, anzi la certezza, che non abbiano aspettato altro, creando una campagna di informazione che non ha precedenti - afferma -. C'è una perversione dell'informazione in questi mesi e rimbalzano articoli falsi". Intanto l'audizione fiume di sabato in Procura dell'ex compagna di Lavitola Natalia Potenza, durata ben 10 ore, potrebbe segnare una nuova svolta nella complessa indagine sull'attentato dinamitardo al giornalista e "sviluppare" ulteriori filoni investigativi.