"Le divisioni nella destra? Sul piano internazionale non contano nulla". Massimo Cacciari liquida così la domanda di Lilli Gruber a Otto e Mezzo sull'alleanza o meno tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. "Quello che conterebbe sarebbero governi europei che si muovessero per evitare situazioni catastrofiche e che portassero queste guerre alla fine. Non tanto alla pace, dato che è difficile, ma almeno a dei trattati. Invece la politica europea non è di pace...".
E, tornando al leader di Futuro Nazionale e ai suoi esponenti: "I Vannacci in politica internazionale non contano assolutamente niente". Già mesi fa, sempre nel salotto di La7, Cacciari aveva ridimensionato molto l'ex generale: "I nuovi fascismi non sono neanche questo. Sono un’altra cosa molto più seria, e non sono più fascismi per ragioni tecniche. Non sto qui a spiegare, l’ho spiegato cento volte dappertutto. Basta. Non è più il pericolo del fascismo, è assurdo questo discorso".
E ancora: "Vannacci non ha cultura e humus dietro, né la storia dei grandi movimenti della destra. Non lo sottovaluto affatto, lui si sottovaluta da sé". Per l'ex sindaco di Venezia a Vannacci manca il retroterra storico della destra tedesca, francese o spagnola e si è soltanto ritagliato uno spazio lasciato libero da Meloni e Salvini al governo.