CATEGORIE

Meloni stoppa Vannacci: mai con chi vota contro Kiev

La premier chiude la porta al generale: "Non faccio il contrario di quanto fatto finora. Altolà di Forza Italia: "Quinta colonna della sinistra"
di Tommaso Montesano domenica 13 settembre 2026

3' di lettura

Adesso li fissa lei, Giorgia Meloni, i paletti. Destinatario: Roberto Vannacci. Il nome del generale, la presidente del Consiglio, non lo fa. Ma è chiarissimo a chi si riferisca la premier quando, nell’intervista rilasciata al quotidiano Il Foglio, annuncia che in vista delle elezioni politiche del prossimo anno non saranno possibili alleanze con chi non condivide i punti programmatici della maggioranza in politica estera. Primo tra tutti: il sostegno militare, e politico, all’Ucraina.

«Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale. Io sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni. Chi cerca un premier che cambia idea in base al sostegno di questo o di quel partito, sempre e solo per tornaconto personale, deve rivolgersi altrove».

La “traduzione” del messaggio è fin troppo semplice: se qualcuno pensa che pur di vincere le prossime elezioni e restare a Palazzo Chigi lei sia disposta a rinnegare quattro anni di politica estera - perché di questo si tratterebbe, in caso di intesa con Futuro Nazionale, da sempre contrario all’invio degli aiuti a Kiev -, si sbaglia di grosso. In questo va letta l’affermazione di non essere una leader «buona per tutte le stagioni»: la stagione atlantista e filo-occidentale, e quella di fatto equidistante, se non pendente verso Mosca, tra Ucraina e Russia proposta da Vannacci e i suoi. A ben vedere, poi, l’affermazione di Meloni sulla continuità in politica estera è anche un modo per sottolineare le fratture nel Campo largo, dove sul conflitto tra Kiev e Mosca la faglia tra il Pd di Elly Schlein e il M5S di Giuseppe Conte non è stata mai ricomposta.

Paletti contro paletti, dunque. Visto che cinque giorni fa era stato il generale, dai suoi account social, a dettare le condizioni al centrodestra per una possibile intesa: «Alleanza su punti programmatici chiari e condivisi e su obiettivi da raggiungere». Ecco, a leggere le parole che Meloni ha affidato al Foglio, la trattativa non è destinata neppure ad aprirsi viste le posizioni di Vannacci - cui Meloni consiglierebbe di leggere “Il Mago di Oz”, «perché perché l’uomo che proietta la sua immagine gigantesca, alla fine del film, è un po’ quello che mi capita di pensare quando vedo quei video fatti con l’AI di lui muscoloso condottiero...» - su un dossier fondamentale come la politica estera.

Non bastasse la presidente del Consiglio, ieri anche il vicepremier - e leader di Forza Italia - Antonio Tajani ha ribadito che le posizioni politiche di Futuro Nazionale e del suo partito sono incompatibili: «Se c’è qualcuno che sta dalla parte di Putin e contro il libero mercato e contro l’Europa, non sta dalla nostra parte». Anche perché il partito di Vannacci «è uscito dal centrodestra, non è nel centrodestra. Ha voluto andarsene» dalla coalizione. E la prova sta nel fatto, ha ricordato il ministro degli Affari esteri, che a Montecitorio la pattuglia dei deputati di Futuro Nazionale ha votato «sempre contro il governo. Non si può essere di centrodestra e fare la quinta colonna dell’opposizione. Parlare contro la sinistra è una cosa, sconfiggere la sinistra è un’altra. Non accettiamo lezioni». Futuro Nazionale, intanto, ha i suoi problemi: in Puglia è guerra tra le fazioni del movimento. Il deputato Rossano Sasso ha annunciato l’intenzione di fare piazza pulita dei «nemici interni».

tag
giorgia meloni
roberto vannacci
futuro nazionale
forza italia

Ciao gufi Il record di Giorgia ci fa guadagnare: lo dice pure Fitch

In Onda sempre più rossa In Onda, livore di Telese contro Meloni e governo: "Una presa per i fondelli"

Onda nera L'iperattivo Mario Monti vuole fermare l'onda nera

Ti potrebbero interessare

Il record di Giorgia ci fa guadagnare: lo dice pure Fitch

Sandro Iacometti

In Onda, livore di Telese contro Meloni e governo: "Una presa per i fondelli"

L'iperattivo Mario Monti vuole fermare l'onda nera

Fabio Dragoni

Giuseppe Conte fuori controllo tira per la giacchetta Mattarella

Tommaso Montesano

Comunisti per sempre... Anche se la Storia li ha bocciati

Luciana Castellina ha parlato. Non lo faceva da tempo. Non tanto per l’età (97), quanto perché, dice...
Corrado Ocone

Sfregio rosso a Marzabotto: Albanese cittadina onoraria

Dove non è arrivato il dem Matteo Lepore, che purtroppo è arrivato in alto in tante circostanze e voler&ag...
Andrea Valle

Psicodramma rosso: metà Pd non la vuole in corsa alle primarie

La politica è difficile perché è semplice: ogni mossa produce un effetto logico e prevedibile. I po...
Pietro Senaldi

Renzi umiliato da Giuseppe Conte: "Poi non dormo"

Almeno si ride. Nel centrosinistra la guerra tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte procede spedita e logica vorrebbe che mai...