"Oggi ho deciso di fare questo video perché sono incazz*** nera con la mia città, che è quella di Torino, perché secondo voi vi sembra normale che io devo essere terrorizzata a portare mio figlio all'uscita da scuola di fronte al parco giochi, perché ormai invasa da sti ragazzetti, ormai in gruppo, che fanno questo branco e si divertono a guardarti e a terrorizzarti". Sfogo clamoroso di Michela Persico che, in un video pubblicato sui social, punta il dito contro Torino, la sua città.
"È una volta che ti tirano il sassolino, è l'altra volta che ti danno la spallata - ha proseguito -, è l'altra volta che ti guardano in cinque con occhi assassini, che non sai neanche cosa gli viene in mente in quel momento. E tu, io, Tommy, dobbiamo tornare a casa, perché ovviamente siamo spaventati. Io, come anche le altre mamme, la stessa cosa al parco Valentino, la stessa cosa alle giostre, che a me non piacciono ma Tommy sì, mi dispiace non poterlo portare perché tanto loro sanno che non gli fanno niente, a partire dai loro genitori, perché l'educazione deve essere data dal giorno 1, che entrano nella società a scuola elementari".
E ancora: "Guardi che Tommaso mi ha detto che suo figlio l'ha spinto. Che sarà mai? Sono bambini, non l'avrà fatto apposta. Brava! Giustificalo! Inizia già a giustificarlo alle basi con una spintina a sei anni, che poi vediamo a 10 o 15 che cosa diventa, e invece no! L'ha spinto, l'hai visto, oppure non si è fatto apposta? Sgridalo! Mal che vada, gli hai dato un'educazione, invece no, giustifichiamo sempre. Purtroppo viviamo in questa società dove non si prendono dei provvedimenti, e quindi io sono costretta a prendere il mio figlio e a portarlo al cinema o al centro commerciale o a starmene a casa, perché i posti pubblici ormai sono invasi da questi ragazzetti, tutti fatti in serie, con sta tuta a mezzo c***o, col cappellino storto, la sigarettina. Vai a scuola e impara a parlare prima di tutto. Questa è la società di oggi. Quindi io lo so che il mio sfogo non servirà a n***a, ma visto che io rappresento le mamme comuni mortali che ci sono in giro a Torino. E che hanno il mio problema e al massimo lo possono esporre al vicino di casa, io ai social, nel bene o nel male, lo dico, anche se so che non servirà a niente".