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Fabio Rubini: zero aumenti per chi affitta una casa

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Fabio Rubini
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A Roma prosegue incessante il taglia e cuci sulla legge finanziaria. Un ricamo per il quale serve una mano delicata per non urtare le sensibilità dei partiti di maggioranza e per non squassare l’equilibrio del bilancio dello Stato. Venerdì è stato il giorno dedicato alla Lega, con le rassicurazioni arrivate in serata sullo sforzo da fare per confermare “Quota 103”, tanto cara a Salvini in vista del superamento definitivo della legge Fornero; e sulla cancellazione della norma che consentiva all’Agenzia delle entrate di mettere le mani sui conti correnti degli italiani. Ieri, invece, la maggioranza ha messo mano al dossier Forza Italia.

Tema: la tassazione sulle case usate per gli affitti brevi. In una prima bozza la cedolare fissa per questo tipo di business sembrava dovesse passare dal 20 al 26%. Un rincaro che aveva fatto andare su tutte le furie gli azzurri, che con Giorgio Mulè si erano detti pronti a stracciare l’accordo sulla non presentazione degli emendamenti, annunciando battaglia in aula. Ieri, però, è arrivata la controproposta del governo che vedrebbe l’aumento della tassazione solo per gli affitti inferiori a 30 giorni e solo dopo la seconda casa data in locazione. Un modo per tutelare chi dà in affitto breve un solo appartamento e nel contempo chiedere un sacrificio a chi ne ha più di uno. Potrebbe essere questa la quadra.

APERTURE DAGLI AZZURRI
Anche se da Forza Italia non sono state sciolte le riserve. Del resto se c’è un “marchio di fabbrica” nella storia degli azzurri, è proprio quello del non tassare la casa agli italiani. Ed è chiaro che a pochi mesi dalla scomparsa di Silvio Berlusconi- che di quel marchio è stato l’inventore - è comprensibile che Finon voglia cedere. Non è un caso che ieri Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia abbia aperto a un’intesa: «Sugli affitti brevi noto uno sforzo anche di fantasia e questo è un segnale positivo. Lunedì Antonio Tajani vedrà la Meloni e le proporrà miglioramento al testo della manovra su alcuni punti. D’altronde - chiosa Barelli - chiudere una manovra, spevialmente in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, è un esercizio virtuoso».

La posizione di Forza Italia è nota: cedolare secca per tutti al 21%. Un ritocco minimo che non dovrebbe disturbare troppo i proprietari di casa. Ed è questa partita che gli azzurri proveranno a giocarsi fino all’ultimo, nel vertice di maggioranza che dovrebbe tenersi domani a Roma. L’unica cosa certa è che da parte della premier e del governo ci sarà un’attenzione particolare ai conti. A ribadirlo è stata la stessa Giorgia Meloni a margine della cerimonia per la firma del patto di coesione con la Regione Marche. «C’è un lavoro di progettazione che si fa ed è normale che si faccia. Ma non ci sono modifiche sostanziali ai saldi di bilancio che noi abbiamo approvato nel Consiglio dei ministri». In sostanza, spiega Meloni, va bene fare modifiche alla legge di bilancio, ma se si concede qualcosa da una parte, bisogna toglierlo da un’altra. L’equilibrio dei conti non è in discussione.

Un avviso ai naviganti sul fatto che la coperta economica è corta e non si può tirare oltre senza lacerarla. Poi c’è tutta una questione di tempistica. Spiega Meloni: «Lunedì (cioè domani, ndr) invieremo la manovra al Parlamento. Il lavoro sostanzialmente è chiuso - taglia corto la premier -. Siamo pronti a procedere e confido che faremo anche del nostro meglio per poterla approvare in tempi rapidi, anche per dare un segnale di serietà e di idee chiare da parte dell’Italia». Vedremo se sarà così e se anche Forza Italia si convincerà della necessità di fare in fretta.

NOVITÀ E APPELLI
Intanto un’ultima bozza in circolazione ieri dovrebbe prevedere 109 articoli. Tra questi vi è la conferma dell’uscita dall’Iva agevolata per pannolini per bambini e seggiolini che passano dal 5 al 22%. Per quanto riguarda assorbenti e tamponi femminili, invece, si passa dall’Iva al 5% a quella al 10%. Un appello alla maggioranza è arrivato anche dal capogruppo di Fdi a Montecitorio Tommaso Foti: «La bandiera della maggioranza è l’unica che ha senso piantare. Sventolare bandierine, in una coalizione, non fa incassare dividendi elettorali e non serve a nessuno. Occorre che tutti noi rispettiamo gli accordi presi a livello di leader di partito e di capigruppo». Foti, poi, attacca sul fatto che «in questi giorni sono girate fin troppe notizie fuori dalla realtà, che hanno fatto aprire dibattiti su questioni inesistenti. Succede spesso con le leggi di bilancio - chiude il capogruppo alla Camera -, ma mai come quest’anno. Forse perché sono circolate molte bozze diverse della presunta finanziaria infarcite di fake news, magari messe lì apposta da una sinistra manina per cercare di farci litigare». 

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