Sappiate che mentre state leggendo queste righe mancano 6 anni, 35 giorni e alcune ore alla fine del mondo. O almeno questo era il conteggio scattato dopo la celebre profezia di Greta Thunberg pronunciata 4 anni fa a Palazzo Madama. Un bel problema per tutti la fine del mondo, dirà qualche lettore poco informato. E invece non è così. Anche il riscaldamento climatico fa parte del patriarcato, è sessista, colpisce soprattutto donne e transessuali. Per non parlare dei palestinesi.
Come forse avrete intuito, la teoria sopra riportata non è espressione della redazione di Libero. La prima parte del ragionamento – quello sul sessismo – appartiene a Carola Rackete, nemica giurata di Matteo Salvini e delle navi della Guardia di Finanza. La capitana tedesca speronatrice di italiani è candidata con la Linke per le prossime elezioni europee e in questi giorni è stata in tour in Toscana. E in un’intervista a Repubblica ha spiegato che le donne sono più sensibili ai temi ambientali perché «sono molto più colpite dalle conseguenze dell’emergenza climatica rispetto agli uomini». Perché si squagliano? No, è più complesso: «La violenza domestica spesso aumenta dopo i disastri ambientali, così come il matrimonio infantile». Dopo gli uragani, gli uomini violenti diventano ancora più violenti. E comunque «le donne sono sovrarappresentate tra i poveri». E i poveri sono più esposti agli effetti del clima che cambia. Il che varrebbe anche per i maschi poveri, a dire il vero. Però pare che i maschi siano comunque meno sensibili.
Lo stesso discorso vale per il problema dei transessuali. E qui tocca scomodare “Fridays for future”, che poi sarebbe l’associazione nata dall’esperienza di Greta. «I conflitti con la famiglia, violenze o minacce di violenza o abusi, spesso costringono le persone Lgbtqia+ a lasciare le proprie case e risiedere in alloggi inadeguati e meno resilienti a calamità naturali o aumenti della temperatura. Tutto questo può e deve cambiare». Sempre il solito nodo: girano pochi soldi. La soluzione?
«Desiderare la giustizia climatica significa superare il binarismo di genere, che giustifica molteplici discriminazioni e oppressioni, e riconoscerci anche noi parte della biodiversità». Se tutti accettassimo di essere meno binari (il senso è chiaro...) il riscaldamento climatico colpirebbe meno? È giallo.
Terza teoria- forse è la più ardita - è quella rilanciata da Greta in persona: «Non c’è giustizia climatica in Palestina». Sempre il solito lettore disinformato dirà: ma cosa c’entra con Hamas l’inquinamento? A Gaza si inquina meno che a Tel Aviv? Spiega il portavoce italiano dei seguaci della Thunberg: «È vile dire che l’ambiente non deve entrare in collegamento con altre questioni. Non è vero che clima e guerra non c’entrano. L’ambiente è una questione politica. Non c’è giustizia climatica senza giustizia sociale. La transizione ecologica ha una controparte: chi sta massacrando civili innocenti». Saremo anche vili, ma francamente non abbiamo capito.
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.