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Forza Italia, la strategia per la rimonta. Ma i sondaggi fanno paura: "Sopra il 20% o è la fine"

Giulio Bucchi
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Basta regali a Renzi, fine delle faide interne, martellamento mediatico per convincere gli indecisi ad andare alle urne e votare Forza Italia. E' il piano per la rimonta di Silvio Berlusconi e dei suoi fedelissimi per sfondare quello che da qualche settimana appare come un muro invalicabile: il 20% a cui quasi tutti i sondaggi inchiodano gli azzurri in vista delle elezioni europee. Quota troppo bassa e che condannerebbe il principale partito del centrodestra ad essere solo la terza forza in Italia dietro a Pd e Movimento 5 Stelle. La strategia mediatica - Vero è che Raffaele Fitto e Giovanni Toti da qualche giorno si dicono fiduciosi di una crescita sostanziosa, magari fino al 25 per cento. Alcuni commentatori, come il giornalista Giorgio Dell'Arti, azzardano invece previsioni catastrofiche: "Per me Forza Italia prenderà il 14%, l'era Berlusconi è finita", ha detto la firma del gruppo Rcs a Omnibus, su La7. Di sicuro, i numeri non fanno dormire sonni tranquilli a San Lorenzo in Lucina. L'assenza fisica del leader si fa sentire: Berlusconi oggi parteciperà in videoconferenza alla kermesse azzurra organizzata dal capolista al Sud Fitto a Bari e poi sarà intervistato, sempre a distanza, da Lucia Annunziata a In mezz'ora su Raitre. Basterà per far risalire la china al partito? No, perché innanzitutto è il partito a dover risalire la china. Partito compatto - I fedelissimi del Cav hanno capito che da troppe settimane manca una linea comune. Prima il problema delle liste, quindi l'atteggiamento sulla strategia mediatica dell'ex premier: qualcuno voleva una linea morbida, senza attacchi a toghe e Napolitano, altri preferivano toni più accesi, anche a costo di far rischiare i domiciliari al capo. Alla fine, si imporrà una via di mezzo: toni accesi, certo, ma contro Renzi e Grillo. Secondo il Corriere della Sera, i due capifila delle rispettive correnti, Toti e Fitto, avrebbero siglato una tregua che potrebbe portare, dopo il 25 maggio, ad un nuovo organismo dirigente ristretto che comprenda capigruppo Brunetta e Romani, un ex An (Gasparri, Santanchè?), Verdini, gli stessi Toti e Fitto e una fedelissima di Berlusconi come Maria Rosaria Rossi. Tutto dipenderà dall'esito del voto, perché la sensazione strisciante tra gli azzurri è che si andrà sotto il 20% "sarà finita un'epoca".

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