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Matteo Renzi: "Italicum, se martedì non passa il governo va a casa"

Andrea Tempestini
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"Martedì il governo deciderà se porre la questione di fiducia per l'approvazione della legge elettorale", ha esordito Matteo Renzi con Lilli Gruber, conduttrice del programma Otto e mezzo. "Se l'Italicum non passa - ha aggiunto - il governo cadrà. Io non sono qui per stare con le terga attaccate alla poltrona. I signori del Parlamento hanno l'occasione di mandarmi a casa. Lo facciano", ha sfidato l'aula l'uomo da Rignano sull'Arno. Alla Gruber che gli chiedeva le sue previsioni riguardo al voto in Parlamento, Renzi ha spiegato: "Credo che faranno passare la legge. Sta in un pacchetto di proposte che abbiamo avanzato in varie occasioni e discusso. Altrimenti che si fa, facciamo finta di niente? Possono mandarmi a casa, ma non fermarmi". Il premier ha detto inoltre di non credere che "il Pd si spaccherà, abbiamo detto che si rispetta il volere della maggioranza. Democrazia è dove si vota e si decide a maggioranza, se no si chiamerebbe anarchia". Le parole di Renzi sono arrivate poco dopo l'ultimo durissimo attacco di Massimo D'Alema, che da Padova ha spiegato che Renzi "dovrebbe preoccuparsi di governare e non della legge elettorale, che non gli compete". E ancora: "Credo che il Parlamento abbia diritto di approvare la legge elettorale liberamente, votando e mi pare che il testo sostenuto dal governo sia meritevole di miglioramenti. D'altro canto - ha aggiunto D'Alema - questi miglioramenti sono stati proposti". La legge elettorale, ha concluso D'Alema, "è materia squisitamente parlamentare: il governo dovrebbe occuparsi di governare, di lavoro, di affrontare le emergenze internazionali e lasciare che il Parlamento discuta liberamente delle leggi. Questa sarebbe la normalità democratica".

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