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In tutta Italia sono 246mila

Elezioni, la "parentopoli" degli scrutatori: ai seggi uno su tre è "raccomandato"

3 Marzo 2018

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Elezioni, la "parentopoli" degli scrutatori: ai seggi uno su tre è "raccomandato"

Il numero fa impressione: scrive Il Messaggero che circa un terzo dei 246 mila scrutatori che tra domenica sera e lunedì mattina visioneranno le nostre schede elettorali è "figlio di...", "moglie di...", "nipote di...". Insomma "parente" (ma anche amico) di... Non nelle grandi città come Roma o Milano, dove di scrutatori ne servono 10-15mila ed è quindi stato più facile affidarsi a un cervellone elettronico per sorteggiare coloro che, per il disturbo, prenderanno 120 euro.

Nei centri più piccoli, invece, la selezione di chi domani sarà ai seggi è molto più home made. Nel senso che viene lasciata all'"istinto" del sindaco, degli assessori, dei consiglieri comunali. Tutto in regola, certo, perchè la legge lo consente. Ma resta il fatto che, persino in questo ambito, si replica quel "familismo" che contraddistingue tanti aspetti della vita del nostro Paese. E il sospetto che così, lo scrutinio, lo si riesca a controllare un po' troppo da vicino...

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Commenti all'articolo

  • EL MERENDERO2

    06 Marzo 2018 - 15:03

    vecchia notizia come vecchia è la non modifica dell'abitudine

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  • ancoraantonio

    03 Marzo 2018 - 18:06

    da sempre i komunisti sono stati insieme ai democristiani molto molto creativi per escogitare sistemi sempre nuovi che favoriscono i brogli elettorali,e questo a datare dal referendum su monarchia o repubblica oppure guardate alla ridicola e risibile vittoria di prodi per poco piu' di ventimila voti su base nazionale;non mi va che domani non possa esser io a depositare le scede nell'urna...

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  • wilegio

    wilegio

    03 Marzo 2018 - 18:06

    Lo so benissimo! Ho fatto il presidente di seggio finché il Cancelliere del tribunale era "dei nostri". Poi, improvvisamente, andato in pensione lui, i presidenti di seggio devono avere la tessera del "partito" (vi lascio indovinare quale). Ma siamo nella rossa Romagana, cosa ci volete fare?

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