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Nomi e cognomi

Governo, gli otto senatori grillini che faranno cadere il Salvini-Di Maio

22 Maggio 2018

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Governo, gli otto senatori grillini che faranno cadere il Salvini-Di Maio

Sei senatori. La maggioranza è tutta lì. Quello è il margine di "vantaggio" di cui Lega e M5S godono a palazzo Madama. E Il Fatto Quotidiano scende nelle pieghe della compagine 5 Stelle, fatta da 109 senatori, sottolineando quanto sia variegata, al di là di una ventina di nomi di riconfermati di "stretta osservanza". E per arrivare a indicare otto nomi che potrebbero mandare a fondo il Salvini-Di Maio. Sono quelli più distanti dall'accordo con la Lega, in particolare sui temi dell'immigrazione e della legittima difesa, scrive sempre Il Fatto.

Capofila di questi "scontenti" è Paola Nugnes, vicinissima a Roberto Fico. C' è poi Saverio De Bonis , neo senatore eletto a Potenza, che ha pubblicamente espresso il suo disappunto per l' interesse di Matteo Salvini al ministero dell' Agricoltura. La Lega non ha fatto mistero di avere a cuore anche il pacchetto delle infrastrutture: chissà cosa ne pensa il neo senatore grillino Gianmarco Corbetta , che in Brianza da anni porta avanti la battaglia No-Ped, quella contro l' autostrada Varese-Bergamo, tanto cara agli amministratori della Lega.

Altro tema "divisivo", i diritti civili. Al Senato siede Matteo Mantero , che nella scorsa legislatura ha scritto la legge sul biotestamento, quella su cui Salvini disse: "Mi occupo dei vivi, non dei morti". A Palazzo Madama c' è anche Alessandra Maiorino , eletta a Fiumicino e paladina anti-omofobia. Tra i "vecchi" non mancherà di farsi sentire Nicola Morra, custode dell'ortodossia M5S che, non a caso, la settimana scorsa ha auspicato che "Beppe" sia "presentissimo, vigile, sempre pronto a stimolare e sollecitare". Ieri, durante l' assemblea con Di Maio, Morra ha fatto un paio di appunti al nascente governo, in particolare su scuola e infrastrutture al Sud. Coscienza critica anche quella di Elio Lannutti che da giorni cannoneggia contro il premier "tecnico" e ieri ha - pacatamente - detto la sua sul toto-ministri: "Leggo nomi estranei a principi e valori, cariatidi, lestofanti del potere marcio e corrotto, legati a cricche, logge coperte, grembiulini, pseudo Autorità e manutengoli del potere che ho combattuto per oltre 30 anni. Spero di sbagliarmi, ma se così fosse, sarebbe una tragedia ed il tradimento di un sogno". Infine,  Gianluca Ferrara , direttore di Dissensi Edizioni, oggi senatore M5S , assai scettico sul corso delle trattative: "Sono favorevole a puntare a trovare un dialogo e a stipulare un contratto per il bene dell' Italia che è superiore a ogni logica di bottega, ma con certi politici di professione anche un contratto temo sarebbe come mescolare un buon whisky d' annata con mezzo litro d' acqua".

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Commenti all'articolo

  • Antcarboni

    23 Maggio 2018 - 09:42

    Tranquilli, vi saranno sempre otto senatori piddini e otto forzaitalioti che per scrupolo verso la Nazione, nell'interesse del Popolo Sovrano, nel rispetto dell'Europa, ma soprattutto perché sanno che i miracoli non si ripetono (essere eletti) che suppliranno ai voti mancanti. Mica so fessi.

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  • zagor1970

    22 Maggio 2018 - 21:13

    Io penso che ci ha messo del suo Mattarella che ha avuto l'input dai padroni dell'italia cioè i banchieri il bilderberg e i poteri forti di non far partire questo governo. Lui doveva dare alla coalizione vincente del centro dx l'incarico di tentare di formare un governo. Non solo se Renzi avesse accettato avrebbe permesso ai perdenti del PD di andare al governo con i 5 stelle povera italia

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  • albertori

    22 Maggio 2018 - 20:21

    I cani da guardia del malaffare sono stati tutti sguinzagliati. Questo governo fa paura a quei furfanti della vecchia politica. Bisogna andare al Quirinale con i forconi.

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