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Parla il ministro dell'Interno

Matteo Salvini, intervista a Libero: "Come riscatterò l'Italia"

29 Giugno 2018

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Matteo Salvini, intervista a Libero: "Come riscatterò l'Italia"

«Domenica sarà una Pontida spettacolare, con numeri e un entusiasmo mai visti. Abbiamo lanciato l' hashtag #lamiaprimapontida, perché verranno da tutta Italia, da Napoli ne aspetto cinquecento». Tanto per cambiare, Matteo Salvini si sta imbarcando su un aereo, l' unico momento in cui il cellulare gli dà requie e ha un' ora di quiete, almeno telefonica.

Prevede dei Tricolori sul pratone di Alberto da Giussano?
«Ognuno porterà la sua bandiera del cuore, indietro non si torna».
A Pontida mai per caso, diceva Bossi: cos' ha in serbo per i militanti? «Il discorso lo preparo sempre il giorno prima, il sabato di meditazione. Sarà una sorpresa anche per me».

Come si spiega il boom della Lega il 4 marzo e, poi, quello nelle amministrative, e i sondaggi che vi danno primo partito per la prima volta nella storia?
«Ai sondaggi non credo. Tutto il resto è un premio al buonsenso e alla coerenza di questi anni. Ci siamo impegnati a fare cose normali su lavoro, tasse e sicurezza, questo ha premiato e premierà perché le faremo».

C' è voluto più coraggio a togliere il nome Nord dal simbolo o a respingere la nave Aquarius, carica di donne e bambini?
«Il coraggio è altra cosa, ce l' hanno i poliziotti che sfidano tutti i giorni i criminali in strada, non io».

Coraggio politico, si intende...
«Chi vive di paura non combina nulla nella vita e nel lavoro. Memento audere semper è un detto che ho fatto mio. Con le navi delle ong ho fatto solo quel che mi ero impegnato a fare quando ho chiesto i voti agli italiani.
Ho messo in conto opportunità e rischi e oggi dico che se non avessi agito così ora avremmo decine di sbarchi».

C' è chi sperava morisse qualcuno, per vederla all' angolo...
«I morti c' erano prima. In compenso, io da allora ricevo minacce di morte e insulti quotidiani. Mi scivolano via come l' acqua. Mi colpiscono solo quelli di alcuni uomini di chiesa che mi augurano di andare all' inferno; non capisco come chi ha consacrato la propria vita a Dio e predica il perdono cristiano possa poi augurare il male a qualcuno. Le critiche di cantanti, attori e fighetti di sinistra invece mi fanno solo tenerezza».

E l' accusa di essere un fascista?
«Nel 2018 mi sembra anacronistica. Chi la fa non conosce la storia né il fascismo e ragiona con schemi vecchi di almeno trent' anni».

Perché ha scelto di sovraesporsi mediaticamente?
«Non è così: sono andato tre o quattro volte in tv e questa è la prima intervista dopo settimane. Rilanciano i miei video su Facebook perché evidentemente dico cose interessanti ma non mi vado a cercare nulla».

Però ha oscurato Di Maio...
«In questo momento i temi di mia competenza sono di maggiore attualità. Verrà anche il suo turno».

La criticano perché fa poco il ministro e troppo il segretario della Lega: può durare il doppio incarico?
«Chi mi critica non è abituato a lavorare. Impari dalle donne, che fanno quattro cose contemporaneamente.
Io faccio il ministro di tutti: ho incontrato la Appendino, la Raggi, Nardella, i militari a Modena... Dedico al governo 14 ore al giorno. Non mi separo mai da questo quaderno azzurro ad anelli dove mi segno tutti gli incontri, le idee, le cose da fare. Poi certo, ho la Lega nel cuore e nessuno può togliermela. Ora sto andando a un comizio a Caravaggio e potrei invece stare a casa a riposarmi, ma è una questione di cuore, non una necessità: le elezioni sono finite e domenica c' è Pontida...».

Lei lavora ma il governo in un mese ha prodotto un solo decreto: udienze sospese a Bari perché si tenevano sotto una tenda anziché in tribunale. Non è poco?
«Siamo all' inizio, molti parlamentari non hanno ancora l' ufficio e certi ministri sono senza computer».

Va bene: cosa vedremo a breve?
«Daremo le motovedette alla Libia per fermare i gommoni, pagheremo gli straordinari ai vigili del fuoco che aspettano dal sisma del 2016, vareremo il decreto spiagge sicure per liberare dall' assedio dei vu' cumprà i bagnanti e stiamo preparando un pacchetto di iniziative contro le droghe.
Ma soprattutto, taglieremo le spese per l' accoglienza: i 36 euro a migrante saranno drasticamente ridotti. E poi sto cercando 70 milioni per pagare gli arretrati alle nostre forze dell' ordine e triplicherò i dipendenti dell' agenzia che gestisce i beni confiscati alla mafia: questo per rispondere a chi dice che mi vota la 'ndrangheta».

E l' anagrafe dei rom?
«I campi irregolari saranno spianati. Quanto ai regolari, è doveroso che chi riceve soldi pubblici dica allo Stato chi è, se ha figli, se li manda a scuola, se paga l' assicurazione dell' auto».

Cosa si aspetta dal vertice europeo in corso sull' immigrazione?
«Dopo anni di chiacchiere, qualche fatto. Già che si stia discutendo su una proposta italiana, mentre fino a ieri il nostro ruolo era dire sì a quelle degli altri, mi sembra un risultato. Da Merkel e Tusk ascolto parole mai sentite, come che l' Italia è stata abbandonata e che bisogna concentrarsi sul blocco delle frontiere europee».

Ma qual è l' obiettivo di Salvini?
«Sancire il diritto alla protezione delle frontiere esterne della Ue e fermare gli arrivi, usando uomini e mezzi sul continente africano. Non come Macron, che in Nord Africa sta applicando un neocolonialismo che impoverisce quei Paesi e costringe i popoli a emigrare. Parigi vorrebbe trasformare il Sud Italia in un immenso campo profughi, comprandoci con una mancia. A Conte prima che partisse ho detto solo una cosa: "l' Italia non è in vendita, non siamo più disposti a farci carico di un esodo epocale in cambio di sconticini". Dobbiamo spendere soldi in Africa e creare sviluppo laggiù.
La Francia si dà tante arie ma depreda l' Africa, e la guerra in Libia, scatenata da Parigi per i propri interessi, ne è solo l' esempio più eclatante».

Perché Macron ci insulta così?
«È disperato perché non ha più consenso. Non combina nulla e si occupa solo di avvantaggiare le multinazionali francesi. Venga pure qui ad accarezzare il Papa, se si sente Napoleone, ma smetta di creare instabilità».

C' è chi dice che la sua missione in Libia non è andata bene...
«Non si fa un accordo in un giorno.
Ho riscontri positivi, richieste di sostegno e impegni a collaborare. Da qui a un mese avremo meno partenze, meno morti e meno soldi nelle tasche di mafiosi e scafisti».

Un' altra critica è che lei sbaglia a stare con Orban, perché lui non vuole ripartire gli immigrati...
«L' ho sentito giusto ieri, siamo in perfetta sintonia. Il problema non è ripartire gli immigrati ma non farli partire: la nostra intesa è su questo e la minaccia italiana alla Ue di non finanziare più Erdogan, per la nostra parte, e riaprire il fronte migratorio dell' Est, stoppato attualmente dalla Turchia che stipendiamo, è reale e siamo pronti a portarla fino in fondo».

Non teme che litigare con la Ue possa rivelarsi un boomerang?
«Ho lavorato in Europa anni, so che se non alzi la voce, non ti ascoltano.
Ora ci danno retta solo perché si sono accorti che questo governo fa sul serio. E poi io non litigo con l' Europa, la sto ricostruendo; ne ha bisogno, la sua immagine è ai minimi storici».

Obiettivo?
«Cambiare le regole, non solo sugli immigrati, anche sui trattati, le banche, l' agricoltura. Nel 2019 ci saranno le elezioni, mi auguro che salti l' inciucio democristiano-socialista e a Bruxelles il primo partito diventi quello sovranista. Vedo questa possibilità».

Con Salvini leader naturale?
«Ragiono più alla giornata».

Al momento comanda ancora la vecchia Europa: il ministro dell' Economia Tria ha slittato l' approvazione del decreto dignità per mancanza di coperture...
«La prudenza è una virtù e Tria è molto prudente. Il rispetto dei vincoli europei va bene e cercheremo di mantenerlo ma solo finché ci consentirà di crescere come economia. La vita reale è più importante dei numeri: sforare non è il nostro obiettivo ma se i vincoli Ue torneranno a portare povertà, precari, fallimenti e decrescita come ai tempi di Monti, noi sceglieremo di vivere piuttosto che rispettare i parametri Ue, e aumenteremo il rapporto debito/Pil».

Non teme lo spread, i mercati, l' Europa?
«Abbiamo il più grande risparmio privato al mondo e un' inventiva imprenditoriale senza uguali: siamo un Paese solido, la gente l' ha capito anche all' estero».

Quando sento risparmio privato penso alla patrimoniale...
«La escludo».

Applicare la parte economica del contratto di governo costa 110 miliardi: dove trova i soldi?
«Partiamo dalla pace fiscale, che può portarci dieci miliardi».

Il Pd lo chiama condono...
«Lo chiami come vuole, la parola non mi spaventa, per me significa liberare milioni di lavoratori dall' incubo delle cartelle fiscali».

D' accordo ma dieci miliardi non sono 110: da dove partirete?
«Per la Lega le priorità sono abbattimento delle tasse e superamento della Fornero, portando a 100 il numero per andare in pensione sommando anni di contribuzione ed età anagrafica. Ma il mio auspicio è di riuscire entro un anno a dare un segnale concreto anche sul reddito di cittadinanza».

Prima del voto non era contro il reddito di cittadinanza?
«Ma stiamo governando in due».

Davvero?
«Sì, ho trovato persone con cui si lavora bene, coerenti e positive, come i ministri Toninelli e Fraccaro».

Quanto dura questo governo?
«Cinque anni».

Come l' ha preso Berlusconi il sorpasso del 4 marzo? Cos' è cambiato nei vostri rapporti?
«Si sono intensificati, lo vedo appena posso. Lui ha dato il via libera al governo, l' alleanza non si è rotta e sul territorio vinciamo. Forse qualche parlamentare azzurro parla un po' troppo pur sapendo troppo poco».

È vero che ha la fila di parlamentari azzurri alla porta?
«Non siamo un bazar. Molti ci stimano e vorrebbero darci una mano ma non siamo una giostra. Diverso è sul territorio: a livello locale ci sono sindaci e liste civiche che confluiscono nella Lega e questo mi riempie di gioia».
Maroni ha avuto parole di apprezzamento per lei di recente...
«Ci sarà tantissimo da lavorare e si potranno aprire spazi per chi è capace e si mette a disposizione».

Rai, aziende pubbliche, partecipate, Cassa depositi e prestiti: pensa di usare la ruspa?
«Ci sarà un bel cambiamento per superare le solite cordate e le vecchie logiche. Ma non ci saranno spartizioni, sceglieremo persone competenti e chi ha fatto bene sarà confermato. Nel mio ministero, avrei potuto ribaltare tutto, ma ho incontrato persone valide che si sono messe a disposizione».

Anche nei Servizi?
«Faremo tutto con calma, non trascurando le piccole cose. Per esempio, oggi mi sono svegliato con un sms da Pisa, dove sono stati arrestati due spacciatori gambiani che facevano casino: sono già stati espulsi».

di Pietro Senaldi

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