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Matteo Salvini ritira la mozione di sfiducia contro Giuseppe Conte. La Lega spariglia, trappola per Di Maio

Giulio Bucchi
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La Lega ha deciso di ritirare la mozione di sfiducia contro il premier Giuseppe Conte, presentata e mai calendarizzata al Senato. Una formalità, visto che il presidente del Consiglio ha già annunciato che presenterà in serata le dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella?  Probabilmente qualcosa di più: un segnale di pace, un altro gesto distensivo nei confronti di Conte e dell'alleato di governo (ormai ex) M5s. Un gesto che non cambierà molto le carte sul tavolo della crisi, visto che dopo i discorsi in Senato dai banchi e dai social dei 5 Stelle è stato un bombardamento contro Matteo Salvini. Ma che sarà utile al Capitano per togliere alibi ai grillini e fornirne ai leghisti. A Palazzo Madama il ministro degli Interni ha infatti aperto a un governo di scopo, con la stessa maggioranza, per tagliare i parlamentari, fare una "manovra coraggiosa" con misure-choc per l'economia e il fisco, da 50 miliardi, e tornare al voto a inizio 2020. Argomentazioni che sulla carta lascerebbero Luigi Di Maio e soci spalle al muro, un modo per smascherare "l'inciucio già deciso mesi fa tra Pd e M5s" (come dichiarato via Facebook da Salvini) e scaricare sui grillini la responsabilità ultima della crisi e su Conte quella di aver dichiarato morto il governo. Schermaglie parlamentari che già sanno di campagna elettorale e voto anticipato.

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