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Vittorio Feltri a Teresa Bellanova: "Sto dalla tua parte. Altro che sfotterti, meriti solo applausi"

Davide Locano
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Questo nostro Libero se non altro è capace di sorprendere. In redazione non siamo tutti uguali, c'è chi la pensa in un modo e chi in un altro, e siamo capacissimi di tollerare ogni opinione, soprattutto quelle che personalmente non condivido. Ieri per esempio abbiamo pubblicato due articoli che mi hanno dato sui nervi, ma Pietro Senaldi, investito della responsabilità del prodotto finale, giustamente non li ha censurati. Riguardavano Teresa Bellanova, ministro delle politiche agricole, e l'abbigliamento delle signore entrate a far parte del gabinetto Conte. Nel primo pezzo, firmato da Attilio Barbieri, ottimo giornalista, si commentava il fatto che la citata Bellanova non sfoggi titoli accademici, essendosi fermata negli studi alla terza media, come se ciò fosse disdicevole. Non capisco dove sia il problema. Una donna che ha cominciato a impegnarsi quale bracciante a 14 anni suscita in me soltanto ammirazione. Non me la sento di criticarla perché non è andata oltre la scuola secondaria, dovendo sgobbare nei campi. Anzi. La apprezzo. Leggi anche: Vittorio Feltri: "Bellanova meglio di Di Maio" Una che sale sull'ascensore sociale e passa dalla zolla alla più alta amministrazione dello Stato merita solo applausi, altro che prenderla per i fondelli e sfotterla a sangue. L'istruzione è importante tuttavia non decisiva ai fini della valutazione di una persona. Teresa Bellanova andrà giudicata per le sue opere, se le compierà, e non per i diplomini che si è assicurata. Guglielmo Marconi, le cui scoperte sensazionali hanno mutato in meglio il mondo, non era laureato però ciò non gli ha impedito di diventare lo scienziato più straordinario del Novecento. Grazia Deledda, Nobel per la letteratura, conseguì la licenza media e basta. Gabriele D' Annunzio e Benedetto Croce non frequentarono a lungo l'Università. E non mi pare abbiano demeritato. Per quale motivo dovremmo dileggiare Bellanova solamente per il fatto trascurabile che invece di ammazzarsi sui libri si è ammazzata nel lavoro? Trovo deplorevole attaccare una dama, o un uomo, poiché non può sbandierare una pergamena. Gesù, che non era un fesso, diceva che un albero si valuta dai frutti e che un essere umano va pesato dalle sue capacità. Pertanto mi scuso con la ministra per quanto gratuitamente abbiamo scritto di lei. A riguardo del suo abbigliamento, come a quello delle sue colleghe, poco apprezzato dai miei compagni di redazione, mi corre l'obbligo di precisare che ciascuno si veste nella maniera che preferisce senza doverne rispondere ad alcuno. Per altro, l'abito di Bellanova mi è sembrato perfettamente acconcio. Infine se un ministro è in carne oppure ossuto a me non frega un accidente. Ciascuno è libero di agghindarsi secondo il proprio gusto e secondo il proprio portafogli. Dimenticavo. Io da ragazzo, terminata la fatidica terza media, per tirare a campare pulivo le scale di un condominio, poi sono stato assunto nel ruolo di fattorino in un negozio di cristalceramiche, quindi in una bottega di confezioni in qualità di apprendista commesso. In seguito entrai nella categoria dei vetrinisti, dopo un regolare corso, dei quali oggi sono il presidente nazionale benché da oltre mezzo secolo svolga l'attività di giornalista e direttore. Ho una laurea in scienze politiche che non ricordo dove l'abbia deposta. Forza Bellanova cara, io sono dalla tua parte. Giacché so che le donne non hanno vita facile benché siano in genere più brave degli uomini, almeno più serie. Se tu sei comunista, pazienza, ce ne faremo una ragione e semmai ti manderemo al diavolo per la tua politica e non per il resto. Vedremo. di Vittorio Feltri

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