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Flavio Tosi smonta Matteo Salvini: "Pugile suonato, il golpe è solo suo. Così il governo lo sgonfierà"

Giulio Bucchi
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"Adesso Matteo Salvini rischia di sgonfiarsi". Nel giorno di Pontida, l'ex leghista Flavio Tosi colpisce duro il segretario in una lunga intervista del Fatto Quotidiano. Innanzitutto, spiega l'ex sindaco di Verona uscito polemicamente dal Carroccio nel 2015, il Capitano ha sbagliato i tempi della crisi: "Il suo piano era far cadere il governo, presentarsi alle elezioni senza Forza Italia, e questo spiega l'operazione di Giovanni Toti, vincerle, e poi potersi permettere di fare il bello e cattivo tempo sulla legge di bilancio", ma "ha clamorosamente sbagliato i calcoli. Se voleva la crisi, doveva aprirla prima, a ridosso delle Europee. Aprire una crisi a Ferragosto è molto rischioso e infatti gli è andata male. Il combinato disposto del risultato europeo e dei sondaggi l'hanno fatto entrare in una sorta di delirio di onnipotenza, facendogli dimenticare che l'Italia è una democrazia parlamentare dove è il capo dello Stato che decide se sciogliere o meno le Camere".  GUARDA IL VIDEO - "Se fate così mi commuovo". Matteo Salvini sul palco di Pontida, ovazione mai vista "Errori tattici e strategici - affonda il coltello Tosi - che dovrebbero far riflettere gli italiani sul suo reale valore come leader politico". "Lui non ha alcuna esperienza di governo. Non ha mai amministrato nulla, nemmeno un piccolo comune. Si è trovato a fare il vicepremier e il ministro dell'Interno con alle spalle solo esperienze da consigliere comunale ed europarlamentare. E a Strasburgo, tra l'altro, non si vedeva mai". Però Salvini ha in mano il partito: "Tutte le voci contrarie sono state messe ai margini, come Roberto Maroni o Gianni Fava, o buttati fuori, come il sottoscritto. Nel Carroccio nessuno osa alzare la testa perché tutte le liste sono in mano al segretario. Prima c'era più autonomia da parte dei regionali, ora invece per statuto tutto è in mano a Via Bellerio. Salvini ha potere di vita e di morte sulle candidature. Chi alza la voce si ritrova automaticamente fuori dalle liste. Il suo è un metodo animalesco di gestione del potere. E lui intorno a sé vuole gente ubbidiente, delle capacità non gli importa nulla. Basti vedere i cosiddetti economisti: Borghi, Bagnai? Mi fanno ridere". Niente complotto, dunque, l'errore è stato tutto di Salvini: "Parla come un pugile suonato. Un golpe di cui lui è l'unico protagonista... Ora tutta la partita si gioca sull'economia e sull'immigrazione. Se questo esecutivo dimostra di continuare una politica seria sugli sbarchi, allora toglierà a Salvini l'unico argomento che ha e a quel punto la Lega inizierà a sgonfiarsi come un soufflé".

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