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manovre inutili

Gregoretti, Massimo Cacciari contro il governo: "Una pagliacciata che finirà in un nulla di fatto"

13 Febbraio 2020

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Massimo Cacciari sul caso Gregoretti: "Una pagliacciata che finirà in un nulla di fatto", governo azzerato

Anche Massimo Cacciari contrario a processare Matteo Salvini per il caso Gregoretti. Il commento dell'ex sindaco di Venezia sul via libera del Senato arriva più puntuale che mai: "Era scontato andasse a finire così. Penso che la cosa, del tutto irrilevante politicamente, non darà fastidio a lui e non darà beneficio agli altri". Per Cacciari, interrogato dall'Adnkronos, si tratta di un semplice atto dovuto, una "sceneggiata", in poche parole un processo che finirà nel nulla totale. Un colpo basso al governo che sperava di far fuori politicamente il leader della Lega: "È un giochetto, come l'aver gestito ipocritamente il voto in Aula, dopo le elezioni in Emilia Romagna nel timore che Salvini si sarebbe presentato in ultima battuta all'appuntamento alle urne con le stimmate di martire". 

Stimmate che, a quanto pare, si porterà anche adesso visto e considerato che gli italiani il loro pensiero l'hanno già manifestato (il sondaggio condotto da Fabrizio Masia dice chiaramente che il 43 per cento ritiene sia sbagliato processare Salvini ndr). "In Emilia Romagna con o senza il sì al processo non si sarebbero modificati i risultati - rimarca il filosofo -. A influire sono state piuttosto le Sardine, il fatto che né Conte né il Governo abbiano messo il naso in campagna elettorale e la citofonata dell'ex ministro dell'Interno". Secondo Cacciari quel gesto al presunto pusher di Pilastro di Bologna non ha ripagato il leader del Carroccio, anzi "è stata la dimostrazione di una cultura barbara, di una spontanea, preoccupante, naturale barbarie". 

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Commenti all'articolo

  • greppio

    13 Febbraio 2020 - 18:51

    Mi domando, con curiosità, come farà il pubblico ministero a delineare la fattispecie di reato tenendo accuratamente fuori dalla faccenda il Presidente del Consiglio. Ricordo che la magistratura, in relazione a un processo Berlusconi, disse che lui, essendo il capo, "non poteva non sapere". Se è vero per Berlusconi, allora è vero anche per Conte. Non poteva non sapere.

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  • pttfabrizio@gmail.com

    pttfabrizio

    13 Febbraio 2020 - 14:21

    devo dare ragione al barba, la citofonata è stato un autogol, doveva farlo dopo, suonarlo con una manganello di gomma, ma solo dopo.

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