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Luigi Di Maio, intervista rivelatrice: "Mai col Pd, è ancora renziano". Passaggio decisivo: cosa significa

di Giulio Bucchi domenica 26 maggio 2019

2' di lettura

"Per carità". Luigi Di Maio, intervistato dal Quotidiano nazionale, risponde così alla domanda su una possibile alleanza tra Movimento 5 Stelle e Pd. La motivazione, però, lascia intravedere spiragli nemmeno tanto remoti: "Il Pd di Zingaretti è la fotocopia di quello di Renzi. È un partito rinato stanco che ha fatto proposte assurde: aumentare gli stipendi dei parlamentari, reintrodurre i vitalizi che noi abbiamo tagliato e ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti. È rimasto il partito renziano, il partito che cerca la sponda di Cirino Pomicino". Leggi anche: Senaldi svela il piano di guerra di Renzi contro sinistra e governo A questo punto, sorge il dubbio: quando il Pd smetterà di essere renziano e tornerà a essere un partito "di sinistra", con posizioni non dissimili a quelle dei 5 Stelle, allora la strada del dialogo sarà aperta e asfaltata, dritta dritta verso la meta finale. Occhio, però. Quando a Di Maio chiedono dei rapporti tesi con la Lega, il vicepremier e capo grillino replica con nonchalance: "Noi vogliamo andare avanti con questo governo. Anzi le dico chiaramente che per quanto mi riguarda questo governo andrà avanti per altri quattro anni. Su questo non ci sono dubbi. È fondamentale abbassare i toni e concentrarsi sulle cose da fare. Sono tante e vanno fatte insieme, in maniera responsabile". Dunque, tirando le somme: se è Di Maio a chiedere di abbassare i toni dopo giorni di fuoco di fila su Matteo Salvini (definito poche ore dopo questa intervista "nel pallone"), allora il sospetto è che a Di Maio basti molto poco per decidere, lui da solo, che il Pd abbia smesso di essere renziano e possa diventare un alleato affidabile. 

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