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Licia Ronzulli: "Chi è davvero Luigi Di Maio. Chiudiamo lui, non le domeniche"

di Davide Locano domenica 16 settembre 2018

3' di lettura

Caro Direttore, davanti all’ennesima proposta statalista e dirigista di Di Maio, che vorrebbe con una legge tener chiusi i negozi di domenica, non basta più indignarsi soltanto a parole, non basta più lamentarsi per l’incapacità, l’inesperienza, l’irresponsabilità dei grillini, ma occorre reagire perché è in gioco la libertà di tutti noi. Non è un caso che i valori fondanti di riferimento di Forza Italia siano proprio l’affermazione della libertà di impresa e della libertà di mercato. Noi crediamo nell’impresa a cui è demandato il grande valore sociale della creazione di lavoro, di benessere e di ricchezza. È da qui che dobbiamo ripartire se vogliamo garantire un futuro alla nostra Italia perché l’intenzione dei grillini non è la crescita del Paese, non è il benessere dei cittadini, non è il progresso della società. Leggi anche: "Quanto durano": Licia Ronzulli, la profezia sul governo Dopo le improvvide dichiarazioni su Netflix, dopo la posizione populista del copyright a difesa dei colossi del web come Google e Facebook (che non pagano un euro di tasse in Italia, non creano vera occupazione nel nostro Paese e rubano la proprietà intellettuale di piccoli e grandi gruppi editoriali e singole persone senza riconoscerne alcun valore economico), oggi, non è che la posizione sul lavoro domenicale più che la sbandierata e propagandistica difesa dei lavoratori e delle famiglie, in realtà nasconda un enorme regalo ai colossi del commercio on line come Amazon? Nessuno può riportare indietro le lancette del tempo e del mercato. Nessuno potrà impedire a società straniere di consegnare la merce la domenica. Neanche l’onnipotente bimistro Di Maio. L’obiettivo dichiarato del Movimento Cinque Stelle è la decrescita, è l’egualitarismo nella povertà, è una società senza corpi intermedi formata da uomini e donne isolati fra loro, innocui sudditi la cui sopravvivenza materiale dipende unicamente dalla volontà dello Stato onnipotente. Chi fa impresa, chi lavora, viene visto dai grillini come un nemico da abbattere perché chi fa impresa, chi lavora, non dipende dallo Stato ma soltanto da se stesso. Chi produce, chi guadagna, chi crea ricchezza è un uomo libero. Ecco perché i Cinque stelle sono i nemici della libertà, della libertà di stampa così come della libertà di impresa: perché chi è libero decide con la propria testa, chi è libero vive con le proprie forze. Di Maio non si preoccupa assolutamente che l’imposizione delle chiusure domenicali dei negozi farà perdere altre migliaia di posti di lavoro, in aggiunta a quelli che si perderanno già con il cosiddetto decreto dignità. Il suo obiettivo non è mettere le imprese nelle condizioni di assumere ma, al contrario, di costringerle a licenziare affinché sempre più persone abbiano bisogno del reddito di cittadinanza, affinché sempre più persone siano ricattabili dallo Stato padrone. Noi non ci stiamo. Noi siamo liberali, noi siamo quelli che mettono il cittadino al primo posto perché è lo Stato a dover servire il cittadino e non viceversa. Dobbiamo ricominciare da dove siamo partiti, da quella rivoluzione liberale che ci hanno impedito di realizzare completamente quando il centrodestra è stato al governo. E possiamo incominciare oggi, adesso, difendendo la libertà di impresa. Se un commerciante vuole restare aperto ha il diritto di farlo, deve essere lui a decidere visto che il negozio non gliel’ha regalato né lo Stato, né la Regione, né il comune, ma è il frutto dei suoi sacrifici personali. Non certo degli 80 euro di Renzi o del fantomatico reddito di cittadinanza. Difenderemo a tutti i costi la libertà degli Italiani perché senza libertà non è vita. di Licia Ronzulli

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