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Matteo Salvini a valanga su immigrati, Saviano e Renzi: "Pacchia finita? No, stra-finita. In 170mila stanno..."

di Davide Locano domenica 10 giugno 2018

2' di lettura

Nel giorno della fiducia a Giuseppe Conte, Matteo Salvini ha parlato poco. Poche parole, ma pesantissime, ovviamente sull'emergenza sbarchi e sull'immigrazione. Come titolava oggi Libero, "Salvini fa sul serio". In mattinata, la replica a Mario Balotelli: "Caro Mario, lo ius soli non è la priorità mia, né degli italiani". Ma le parole più pesanti sono arrivate nel tardo pomeriggio, quando il ministro dell'Interno conversava con i giornalisti al Senato. Salvini, infatti, è ritornato a ribadire uno dei concetti per i quali è stato messo in croce negli ultimi giorni, da Roberto Saviano in primis, ovvero quello della "pacchia finita" per i migranti. Concetto non solo ribadito, ma rafforzato: "La pacchia è finita. Anzi, è stra-finita. Stra-finita. Gli immigrati hanno mangiato abbondantemente alle spalle degli altri per troppo tempo". E ancora, il vicepremier ha affermato che "ci sono 170mila presunti profughi che, in questo momento, guardano la tv in albergo pagati dagli italiani". Leggi anche: Berlusconi, la frase tombale su grillini e leghisti Ora si attende una nuova insurrezione di chi lo ha bollato di razzismo nel migliore dei casi e di "nazismo" nei peggiori. Ci si attende la nuova replica di Saviano, il quale aveva affermato che Salvini vuole far affogare i migranti (affermazione per la quale il leghista ha promesso querela). Sempre Saviano, domenica sera a Che tempo che fa, aveva duettato con Fabio Fazio per una ventina di minuti cannoneggiando proprio contro Salvini. Ma, evidentemente, non lo ha intimorito. Affatto. La frase sulla "pacchia stra-finita", per inciso, è arrivata dopo l'attacco in aula al Senato di Matteo Renzi, il quale ha affermato: "Non mi colpisce che Salvini abbia scelto di partire dall'immigrazione ma mi colpisce la frase la pacchia è finita: il leader politico Salvini ci ha abituato a queste espressioni, io non le condivido. E da padre a padre: stia attento alle parole perché lei non è più solo un leader politico, lei rappresenta un paese, non possiamo permetterci di creare un clima incendiario, lei guida l’ordine pubblico, è responsabile della sicurezza di tutti noi, parli da padre sapendo che i figli ci ascoltano".

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