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Giorgia Meloni, l'intervista al Pulp Podcast di Fedez fa già impazzire la sinistra

martedì 17 marzo 2026

4' di lettura

Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale e Giorgia Meloni è disposta a giocarsi il tutto per tutto per convincere gli elettori a recarsi ai seggi domenica 22 e lunedì 23 marzo, e votare Sì alla referendum sulla giustizia. Per questo, giovedì alle 13, la premier sarà protagonista di una intervista decisamente irrituale e in un contesto insolito: ospite del Pulp Podcast, si farà "torchiare" dai padroni di casa Fedez e Mr. Marra.

L'annuncio è arrivato sui profili social del programma on demand realizzato dal rapper, con un reel su Instagram, contenente una pillola di alcune delle domande poste dai due conduttori, tra cui una sull'Alta corte, legata alla riforma della giustizia siglata dal Guardasigilli Carlo Nordio, una sulla politica estera italiana ("Non è subalterna agli Stati Uniti?"), e una sulla Intelligence: "Quando dai degli esplosivi in mano ai Servizi storicamente non succedono belle cose...".

Tra i commenti al video, anche uno del coordinatore del settore web e social media di Palazzo Chigi, Tommaso Longobardi: "Con buona pace di chi pensa che informazione e dibattito debbano restare nelle mani di pochi, confinati sempre negli stessi luoghi, per preservare un'esclusiva che il tempo ha già superato". 

Meloni, non a caso, parlerà dell'attualità politica italiana e internazionale, dal conflitto in Medio Oriente al rapporto tra Europa e Stati Uniti. E lo farà presso un pubblico di ascoltatori giovani e giovanissimi e tradizionalmente lontano dalla politica, perlomeno da quella tradizionalmente e istituzionalmente intesa. 

Incalzata da Fedez e Mr. Marra, la premier ha ribadito che il referendum sulla giustizia non dovrebbe essere trasformato in uno scontro politico tra governo e opposizione: "Non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema". Secondo la presidente, il referendum rischia di essere utilizzato come strumento di mobilitazione politica invece che come occasione per affrontare i problemi strutturali della giustizia italiana. Così il fronte del "No" starebbe cercando di trasformare la consultazione in un voto contro il governo perché avrebbe difficoltà a contestare nel merito la riforma. Nel dialogo vengono affrontati i principali punti della riforma, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il nuovo assetto disciplinare della magistratura e il sistema di selezione dei membri di quelli che sarebbero i nuovi Consigli superiori della magistratura e dell'Alta Corte.

I telespettatori più "progressisti" sembrano averla presa male fin dalle anticipazioni lanciate su Instagram: "Bello senza contraddittorio a pochi giorni dal voto", si legge trai commenti. "Ci mancava una bella promo sul referendum 2 giorni prima…", "Per la gente che critica - replica un fan -, evidentemente dimenticano che questo podcast ha sempre dato spazio di parola a tutti. Federico e Mr Marra non si fanno mettere in un angolo da nessuno, state sereni e buon ascolto", "Era necessario pubblicarla a due giorni dal referendum? Era così indispensabile? Non potevano aspettare una settimana?", "La Justin Bieber della destra italiana? Mi aspetto due ore di interrogatorio severo, ha tante cose da chiarire sul suo scarso operato di questi quasi 4 anni di legislatura", "Santoro e Travaglio con Berlusconi nel 2013. Questi je fanno prende il 63%", "Senza contraddittorio, peccato occasione sprecata", "Non ho votato Giorgia Meloni e probabilmente non la voterei, ma una premier che scende a parlare anche nei Podcast, mezzi di comunicazione ormai molto visti dai giovani è una cosa giusta. Aldilà di come là si pensi…". 

La puntata, viene precisato, "rappresenta uno dei confronti politici più ampi ospitati finora da Pulp Podcast, che negli ultimi anni si è affermato come uno spazio di dibattito pubblico capace di coinvolgere un pubblico spesso distante dai formati tradizionali dell'informazione politica. Proprio sul tema del referendum il podcast ha ospitato esponenti di entrambi gli schieramenti, quello del Sì e quello del No, facendo sedere al tavolo l'ex magistrato Gherardo Colombo, il magistrato Nicola Gratteri, Antonio Di Pietro, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni. Gli autori e i conduttori hanno inoltre tentato più volte di invitare la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, così da poter offrire anche a loro lo stesso spazio per perorare la propria posizione. La segretaria del Pd ha declinato l'offerta in data 17 marzo, mentre nessuna risposta è arrivata dal leader 5 Stelle". 
 

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