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Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, a loro il Copasir? Il governo si tutela sui Servizi Segreti

di Davide Locano domenica 10 giugno 2018

2' di lettura

«Siamo in alto mare», dicono nella Lega. Eppure, in Transatlantico non si parla d’altro: chi saranno i sottosegretari e chi i viceministri. La cosa certa è che non si chiuderà prima di mercoledì o persino giovedì prossimo. Si tratta di completare ben 43 caselle. A cui si devono aggiungere 28 presidenze delle commissioni parlamentari, perché le due partite sono legate. La cosa certa, per ora, è la suddivisione: 20 sottosegretari e 5 viceministri ai 5 Stelle, 15 sottosegretari e 3 viceministri alla Lega. L’altra certezza è lo schema «orizzontale»: se la Lega ha un ministro, il vice o i due sottosegretari saranno assegnati a M5S e viceversa. Leggi anche: "Bene con la Meloni. Ma con Forza Italia...": Salvini esce allo scoperto Le caselle più ambite sono quelle dei super ministeri guidati da Salvini e Di Maio. Per il Viminale si fanno i nomi del leghista Nicola Molteni, autore della legge sulla legittima difesa, e di Stefano Candiani. Mentre i 5 Stelle puntano su Fabiana Dadone, avvocato e nella passata legislatura in Commissione Antimafia, o su Giulia Sarti, avvocatessa, anche lei in Antimafia. Per il Mise si parla del leghista Edoardo Rixi e dell’economista Armando Siri, mentre al Lavoro il Carroccio vorrebbe l’esperto di pensioni Alberto Brambilla. I 5 Stelle, invece, puntano su Lorenzo Fioramonti. Il nodo più intricato è la delega alle Telecomunicazioni, settore che interessa a Berlusconi. Di Maio vorrebbe tenersi la delega. Ma la Lega la rivendica e il candidato è Siri, ispiratore della Flat Tax ma anche ex giornalista di Mediaset. Ma gira anche il nome di Alessandro Morelli, ex giornalista della Padania. Alla Farnesina dovrebbe andare per i 5 Stelle Emanuela Del Re, docente alla Link University. In questo caso il pentastellato Manlio De Stefano, altro papabile, andrebbe a presiedere la commissione Esteri di Montecitorio. Altra partita delicata è quella dei Servizi Segreti. Il premier ha deciso, per ora, di tenersi la delega. I Cinque Stelle vorrebbero comunque un altro sottosegretario a Palazzo Chigi, per non lasciare tutto il campo al leghista Giancarlo Giorgetti. Si parla di Vincenzo Spadafora, fedelissimo di Luigi Di Maio, o dell’ex direttore di Skytg24 Emilio Carelli. Mentre l’ex giornalista dell’Espresso Primo De Nicola potrebbe avere la delega all’Editoria. Caselle ambitissime sono quelle dell’Economia: la Lega schiera Claudio Borghi e Alberto Bagnai. M5S punta su Laura Castelli, unica donna presente al tavolo del contratto, e su Stefano Buffagni, che ha seguito il dossier partecipate. Per la Difesa la Lega vuole Raffaele Volpi, fedelissimo di Salvini, M5S punta su Luca Frosone, nella scorsa legislatura in commissione Difesa. A via Arenula potrebbe arrivare il pm Nino Di Matteo. All’opposizione restano Copasir e Vigilanza Rai. Per il primo in pole position c’è Lorenzo Guerini (Pd) ma potrebbero essere assegnato a Fratelli d'Italia. Per la seconda il papabile è Maurizio Gasparri di Fi. di Elisa Calessi

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