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Massimo D'alema contro Graziano Delrio: "Vecchia politica? Non minacci"

di Gian Marco Crevatin domenica 14 dicembre 2014

2' di lettura

Tornano le antiche ruggini tra vecchia e nuova politica, o presunta tale. A Graziano Delrio, rappresentante in questo caso della nuova ondata democratica, che ieri si era lamentato della scarsa coesione del suo partito in Commissione Affari Costituzionali ("Gli incidenti parlamentari possono anche capitare, ma quello che è successo ieri non esiste. Basta segnali di vecchia politica") risponde Massimo D'Alema che sulle esternazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Delrio ci va giù pesante: "E' stupefacente - dice - che una persona ragionevole come il sottosegretario Delrio, nel giorno in cui escono i dati della produzione industriale con l'ennesimo segno meno a conferma della gravità della crisi del nostro paese, non trovi di meglio che minacciare i parlamentari". Il commento - "Delrio - prosegue D'Alema - dovrebbe sapere che le riforme costituzionali sono materia squisitamente parlamentare e che i deputati e i senatori hanno il diritto e il dovere di cercare di migliorare testi che restano contraddittori e mal congegnati malgrado il notevole impegno della relatrice". Delrio aveva precisato che se "la minoranza del Pd vuole andare a votare lo dica, noi vogliamo continuare e arrivare fino al 2018." Parole che oltre al Baffino, hanno infastidito altri esponenti della cosiddetta minoranza e scatenato le consuete polemiche all'interno del Partito Democratico. Così ad esempio Vannino Chiti, dissidente doc: "E' strano che il sottosegretario Delrio chieda alla minoranza del Pd se voglia le elezioni anticipate: a parte il fatto che non è nel potere delle minoranze questa scelta, faccio notare che fino ad ora sono stati esponenti che si dichiarano di assoluta fede renziana ad invocare il voto". Il ruolo della minoranza - L'affondo va avanti e Chiti ricorda come "il Parlamento ha il dovere di approvare una buona legge elettorale, che restituisca ai cittadini italiani la possibilità di scegliere i parlamentari e di determinare le maggioranze di governo. La legge elettorale ha questo scopo: non ha certo il compito di condizionare lo svolgimento delle elezioni politiche in una data o in un'altra. E' anche - aggiunge Chiti - un impegno serio, indispensabile all'Italia, quello di approvare una riforma costituzionale seria e coerente, che superi il bicameralismo paritario, rinnovi e rafforzi la nostra vita democratica".

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