"Trump e Netanyahu rappresentano, senza nulla togliere alla gravità delle dittature e dei regimi, un fenomeno di imbarbarimento del mondo occidentale". Non usa mezze parole, Massimo D'Alema, che intervistato da Repubblica condanna i presidenti di Stati Uniti e Israele. La loro azione militare in Iran, spiega l'ex premier, "non solo non riuscirà ad arginare il cambio di rapporti di forza, ma rischia di far perdere anche quel primato morale, quella legittimazione derivante dalla coerenza nella difesa dei diritti umani, che è stata una delle ragioni per cui l’Occidente ha potuto garantire un certo ordine al mondo".
"L'Iraq fu una violazione cui gran parte dell’Europa si oppose facendo da contrappeso", spiega. "E comunque, ricordo le conversazioni con Condoleezza Rice: era davvero convinta che avrebbero esportato la democrazia e che ci sarebbe stato uno spillover – un contagio positivo – in tutta la Regione. Oggi invece si ha la sensazione di un bullismo senza contenuto, puramente destabilizzatore. Non sappiamo neanche in che misura a muovere l’amministrazione americana possano essere interessi personali o addirittura ricatti".
Legati alla vicenda Epstein? "Esatto. Davanti a questo bisognerebbe ridare forza a una prospettiva democratica dell’Occidente che oggi si vede umiliata da una destra fanatica, razzista, guerrafondaia, che rappresenta una minaccia innanzitutto per le nostre democrazie. Servirebbe un’Europa con la schiena dritta", prosegue.
"La posizione della Spagna è forte e dignitosa. Quella della Francia un po' più timida e debole. Si sono espressi con coraggio alcuni Paesi minori, il Belgio, l’Olanda. Ma purtroppo abbiamo una grande debolezza della Germania e del Regno Unito, dove i cittadini rimproverano al laburista Starmer di non riuscire a prendere le distanze dalle politiche di Trump. Il problema è che l’ideologia di questa guerra, razzista, suprematista, questo grumo nero dell'Occidente che riemerge avrebbero bisogno di una reazione forte di tutte le forze democratiche europee".
L'Unione, prosegue D'Alema nella sua sparata, "dovrebbe ritrovare la capacità di difendere i suoi interessi opponendosi a questa America, così facendo darebbe forza anche a quella parte degli Stati Uniti che si oppone coraggiosamente alle politiche di Trump”. "La posizione italiana è imbarazzata e furbesca. Di fronte alla tragedia della guerra è moralmente inaccettabile". L'intervista, condivisa da vari account X, ha ottenuto centinaia di commenti. Molti utenti, sui social, si chiedono se a parlare sia "lo stesso D'Alema" che alla guida del governo diede l'ok al bombardamento di Belgrado.