Tutti contro Toti. Il probabile anti-Renzi scelto dal Cav pare non sia gradito dai vertici di Forza Italia. Berlusconi pensa già all'election day e a palazzo Grazioli si lavora senza sosta per definire le gerarchie del partito in vista di probabile voto per le politiche accorpato a quello delle europee. Messa da parte la questione sui coordinatori regionali con le nomine arrivate in settimana, si apre la bagarre per decidere i posti chiave al vertice del partito. Finora indiscrezioni e rumors danno favorito per il ruolo di coordinatore unico Giovanni Toti, direttore del Tg4 e di Studio Aperto e uomo di fiducia di Silvio. Una scelta però che ha mandato su tutte le furie i falchi di Forza Italia. Nell'aria c'è tensione soprattutto in vista della convention del 26 gennaio, data in cui il Cav probabilmente scioglierà il nodo dei coordinatori nazionali. Malumore Verdini - C'è chi parla e chi invece resta in silenzio. Come racconta La Stampa, il più rancoroso che resta in silenzio è Denis Verdini, l'uomo forte del Pdl e coordinatore nazionale degli azzurri. Se Toti dovesse ottenere il timone del partito ecco che arriverebbe il declassamento di Verdini. Lui per ora pace, ma nell'inner circle del Cav si parla di un Verdini furioso per la scelta di Toti. La minaccia dei falchi - Secondo la Stampa, a guidare la fronda dei falchi sarebbe l'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto: "Se il Cav sceglie Toti, noi siamo pronti alla scissione", è l'indiscrezione lanciata dal quotidiano torinese. Prontamente smentita, però, dallo stesso Fitto, che sottolinea di non aver mai pronunciato quelle frasi. Se la minaccia non parte dal lealista, resta comunque l'allarme rosso in Forza Italia. Silvio deve fare i conti con chi gli ha mostrato lealtà durante la travagliata scissione degli alfaniani, ma deve pure guardare avanti e cercare di rinnovare il partito. Impresa non facile. E se Verdini dovesse uscire da Forza italia, Berlusconi sa bene che si romperebbe anche l'asse con Renzi in quanto il coordinatore è il suo unico aggancio con il sindaco di Firenze in quanto negoziatore della nuova legge elettorale. Le mosse della Pitonessa - L'unica a non subire per il momento la probabile ascesa di Toti è Daniela Santanchè. La "Pitonessa" è impegnatissima nell'organizzare gli appuntamenti di Silvio e dà poca importanza alle lotte intestine. Lei va avanti per la sua strada e aspetta che si calmino le acque. La Santanchè però l'idea della leadership non l'ha mollata. Qualche giorno fa intervistata da Affaritaliani.it aveva detto: "Se ci fossero le primarie potrei anche candidarmi". Insomma ora che Forza Italia sta per decollare, anche col vento in poppa dei sondaggi è chiaro che la scelta del leader è fondamentale. Silvio resta in campo. Ma chi è in panchina sclapita. E minaccia di abbandonare la partita.