CATEGORIE

Beppe Grillo sconfittoe disperato si crede Mussolini

Il comico si atteggia a Duce, ma nel confronto ha tutto da perdere. Gli mancano oratoria, piglio ed età. La sola cosa di cui è capace è paralizzare il lavoro altrui
di Matteo Legnani domenica 2 febbraio 2014

2' di lettura

Quale differenza passa tra Beppe Grillo e Benito Mussolini? In apparenza nessuna. Entrambi sono nemici del Parlamento e dunque dei partiti che lo esprimono. Ma questo sentimento comune non annulla le diversità fra i due capi politici, uno del passato, l’altro di oggi. Queste restano molte e vanno tutte a danno del duce delle Cinque stelle. Lui crede di essere il Mussolini del 2014, ma qualcuno dei suoi intellettuali, per esempio il filosofo Becchi, il professore stralunato che conciona da Genova, dovrebbe spiegargli: «Caro Beppe, devi ancora mangiarne di pagnotte per arrivare all’altezza del duce del Fascismo». Innanzitutto c’è una questione di stile o di oratoria adatta al momento storico. Grillo dovrebbe studiare quel che accadde il 16 novembre 1922, qualche settimana dopo la marcia su Roma. Mussolini rivolse alla Camera dei deputati un discorso che cominciava così: «Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo. Ma non ho voluto, almeno in questo primo tempo». Segnalo al filosofo Becchi, affinché ne informi il suo capo, che la Camera del 1922 era composta in larghissima maggioranza di deputati non fascisti. Eppure concesse la fiducia al primo governo Mussolini con 316 sì, contro 116 no e 7 astenuti. Votarono a favore dell’esecutivo di Benito anche esponenti liberali e dei cattolici  popolari, come Bonomi, De Gasperi, Giolitti, Gronchi, Orlando e Salandra.   Bene, tanti anni dopo, nel 2013, in quale modo Grillo annunciò la propria vittoria elettorale e i suoi propositi di capo partito diventato padrone di un bottino elettorale di quasi otto milioni di voti? Ci si aspettava da lui un discorso memorabile, ancorché pronunciato fuori da Montecitorio, luogo proibito all’incandidabile comico di Genova, causa incidente stradale con qualche morto. Invece si limitò a poche parole, grossolane e volgari, di genere gastronomico: «Aprirò il Parlamento come una scatola di tonno». Leggi il "Bestiario" integrale di Giampaolo Pansa su Libero in edicola domenica 2 febbraio

tag
benito mussolini
fascismo
beppe grillo
parlamento
paolo becchi
5 stelle
giampaolo pansa

Un caso esemplare Parlare di fascismo è il business principale della sinistra italiana

Rebus diplomatici Il bordello dove le SS spiarono il cliente Ciano

Che batosta! PiazzaPulita, Orsina zittisce Formigli: "Ma il fascismo a chi interessa più?"

Ti potrebbero interessare

Parlare di fascismo è il business principale della sinistra italiana

Il bordello dove le SS spiarono il cliente Ciano

Bruna Magi

PiazzaPulita, Orsina zittisce Formigli: "Ma il fascismo a chi interessa più?"

Roberto Tortora

La politica, i segreti e i vizi del Duce Lo sfogo dall’America della Sarfatti

Pierfrancesco De Robertis

Roberto Vannacci, il generale spariglia a Milano: "Chi sarà il mio candidato"

Una giornata di dichiarazioni per il generale Roberto Vannacci, tra un comizio a Milazzo e un'intervista concessa a ...

Elly Schlein rilancia la patrimoniale, FdI attacca: "Una sola vecchia ossessione..."

Torna a parlare Elly Schlein. Uno sguardo rivolto al futuro imminente, alle elezioni: un secco "no" a un Papa ...

Paolo Gentiloni stronca Elly Schlein: "Pd? Stavo meglio prima. Si può combattere o aspettare che passi"

Pure Paolo Gentiloni spara a zero su Elly Schlein. Un affondo inaspettato, quello dell’ex premier ed ex commissari...

Disastro Elly Schlein dopo la batosta elettorale: cosa sta succedendo nel Pd

A pensar male si fa Pd, ma spesso ci si azzecca... A rallegrarsi maggiormente per il sondaggio Ipsos pubblicato ieri dal...
Pietro Senaldi