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Matteo Salvini, dopo Gregoretti il processo Agcom: "Troppo in tv". Sospetto: piace troppo a talk e italiani

di Giulio Bucchi martedì 31 dicembre 2019
2' di lettura

Non solo Gregoretti. Contro Matteo Salvini anche Agcom sta per aprire un "processo". Come riportato dal Fatto quotidiano, l'autorità garante per le comunicazioni ha aperto un'istruttoria per "valutare le storture della bulimia televisiva" del leader della Lega "rispetto alle norme sulla par condicio". In sostanza, Salvini nel 2019 è stato troppo in tv: 111 ore e 21 minuti di diretta, davanti al premier Giuseppe Conte (96), Luigi Di Maio (46) e Nicola Zingaretti (36). Salvini tiranno del piccolo schermo dunque, ma con un dettaglio non secondario. Se fino ad agosto, da vicepremier e ministro degli Interni, il Capitano è stato anche il dominatore dell'agenda di governo, da settembre è finito all'opposizione e da tradizione italiana chi comanda (a Palazzo Chigi e dintorni) è sempre favorito dai palinsesti.  Leggi anche: "Salvinizzato un caz***". Dritto e rovescio, Paolo Del Debbio perde la calma C'è un problema, però, e non è quello rilevato da Agcom: Salvini, semplicemente "tira". Piace ai conduttori di talk, non solo ai "sovranisti" Paolo Del Debbio e Mario Giordano, ma pure a chi non nasconde simpatie di sinistra (se non antipatie salviniane) come Giovanni Floris, Corrado Formigli, addirittura Lilli Gruber, senza citare il terzista per eccellenza Bruno Vespa. E piace agli italiani, visto che in base agli ascolti e ai dati di share Salvini in media ha sempre fatto meglio dei suoi rivali, sia nelle sfide dirette (stessa ora, canali diversi) sia in quelle a distanza (stesso programma, giorni diversi). E a conferma di questo, è lo stesso Fatto che rileva come "a interessare i commissari sono in particolare gli ultimi sei mesi di trasmissioni". Da quando, dunque, Salvini ha aperto la crisi e perso il potere, quello vero. Gli è rimasto quello di catalizzare l'attenzione del pubblico e degli elettori, ma forse all'Agcom non piace che a decidere gli ospiti sia il grado di interesse suscitato dall'intervistato, e non il ruolo ricoperto. Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, altro che tv. Salvini: "Sarò in 100 piazze in Emilia"

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