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Giuseppe Conte, impensabile scenario. Lo sfiduciano? Pronte tre poltronissime: altro che addio alla politica

di Giulio Bucchi domenica 18 agosto 2019
2' di lettura

Ogni carta è sul tavolo. Giuseppe Conte non si dimette e rilancia: showdown il 20 luglio, vuole arrivare alla conta in aula per capire chi avrà il coraggio di sfiduciarlo, e soprattutto quanti saranno. L'"avvocato del popolo" e "premier insignificante", come l'ha battezzato martedì Matteo Renzi, punta a sorpresa ad essere protagonista anche nei prossimi mesi, che si prevedono convulsi. Leggi anche: "Dimissioni congelate". Il piano di Salvini per togliersi dai piedi Conte Le opzioni, come ricorda Il Giornale, sono svariate: un Conte-bis (difficile, anche se forse la più rassicurante per Sergio Mattarella, e solo a patto di un nuovo accordo tra Salvini e Di Maio), magari "proponendosi al Sud come anti Salvini". Il viaggio istituzionale nella sua Foggia le scorse ore è sembrato a molti un primo passo in campagna elettorale e quella frase, "non conta il colore politico ma conta chi hai di fronte e conta se ha voglia di lavorare nell'interesse del paese", è apparsa un'apertura all'accordicchio tra M5s e Pd, al di là della poca stima di Renzi. Tra i dem non sottovalutano il ruolo svolto dal premier in Europa, il buon rapporto maturato con chi conta a Bruxelles, il suo appoggio alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. Tutti punti da tenere in gran conto per chi con un governo istituzionale o di legislatura dovrà affrontare il nodo della manovra in autunno. Non solo. Ipotesi suggestiva è che proprio Conte possa diventare il commissario europeo italiano, che in un complicato intreccio di date deve venire indicato entro il 26 agosto, la settimana dopo la sfiducia. Allo stesso modo, conclude il Giornale, in un governo istituzionale (magari con Roberto Fico a Palazzo Chigi) per Conte potrebbero aprirsi le porte della Farnesina, da ministro degli Esteri. Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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