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Rodotà: "Sul Quirinale dovevo chiedere permesso al Pd?". Apertura a Vendola, lapsus sul Pci...

Il candidato al Colle per i 5 Stelle ancora polemico con i democratici. Complimenti a Letta ("Ha scelto persone di qualità"). E su Nichi: "Parteciperò al cantiere della sinistra"
di Giulio Bucchi domenica 28 aprile 2013

2' di lettura

  Una carota, inaspettata, a Enrico Letta, e un'altra bastonata assestata a Pierluigi Bersani e al Partito democratico. Stefano Rodotà, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa su Raitre, non rinuncia a commentare nuovamente lo scontro più o meno indiretto con i dem sulla sua candidatura al Quirinale "in quota" Movimento 5 Stelle. "Forse poteva anche essere utile dire stai sbagliando. Non mi sarei rifiutato alla discussione. Del resto i miei recapiti li avevano tutti, posta eletronica compresa", spiega con la solita ironia il giurista, che ribadisce di non aver sentito né aver avuto contatti con i dirigenti del Pd. "Che dovevo fare, una candidatura con licenza dei superiori come si diceva una volta? Credo di avere una storia, nata anche lì dentro. Sono stato presidente del Pds e sono stato sempre molto leale e limpido. E allora? Non era un problema mio. Senza supponenza, io non mi sono mai rifiutato al dialogo". E che i rapporti con il centrosinistra siano un po' complicati lo conferma una gaffe. Anzi, forse sarebbe meglio parlare di lapsus. Quando Fazio gli chiede cosa accadrà nell'elettorato del Pd nei prossimi tempi, Rodotà risponde secco: "Sa, l'elettorato del Pci...". Come dire: cambiano i tempi, ma... Letta promosso, ma..." - Un po' a sorpresa, il giurista ha poi promosso il nuovo premier Letta, giudicato "abile e intelligente", e che ha scelto per il governo "personalità di qualità, alcune delle quali possono forse forzare in qualche punto una situazione non facilissima, non tutta nella direzione che avrei preferito". Insomma, con Letta "è arrivata anche un'indicazione che si può cambiare, cominciando da età, facce e genere". In questo caso, però, la cautela sull'esecutivo è d'obbligo: "Non faccio né previsioni né ipotesi, perché è una situazione difficile. Viene fuori da una situazione complicata e ne porta il peso".  Avanti con Vendola - Quale sarà invece il futuro di Rodotà? "Ho partecipato a molti cantieri, e con qualcuno ho anche costruito cose solide, come la battaglia per il reddito minimo garantito, un grande tema in un Paese come questo", spiega a proposito dei suoi rapporti con il Movimento 5 Stelle. Ma occhio anche al "cantiere della sinistra" annunciato da Nichi Vendola: "Parteciperò a una discussione che si sta aprendo, non l'unica. Forse - aggiunge con autoironia Rodotà - dovrei avere due o tre vite per partecipare a tutti i cantieri, ma lo farò tutte le volte che ne avrò la possibilità".  

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