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Movimento 5 Stelle, grillini incapaci e lavativi: fuggono dalle commissioni "pesanti"

di Giulio Bucchi domenica 24 marzo 2013

2' di lettura

di Franco Bechis E dopo due ore di discussione nel frizzante gruppo dei senatori a 5 stelle, ieri nessuno aveva trovato la quadra sull’assegnazione di ciascuno alla commissione parlamentare del cuore. Così un poverello si è alzato e ha proposto: «Non ci siamo tutti. Perché non rinviamo a domani?». Coro di fischi: «Domani è venerdì!!!! ce ne saranno ancora meno». Qualcun altro timidamente ha proposto: «E lunedì?». No, anche lunedì no: «A Roma non arriverà quasi nessuno». Ma nel caso, un senatore ha chiesto la parola: «Se è lunedì, ditemelo subito che ho una cosa importante da fare: prenotare in tempo l’aereo per Roma». Ecco la rivoluzione a 5 stelle: questi dipendenti dei cittadini italiani già battono dal primo giorno la fiacca come tutti i loro predecessori dei partiti che vorrebbero mandare a casa. Nonostante le buone intenzioni del neo presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha appena annunciato una settimana lavorativa di 5 giorni, i senatori a 5 stelle hanno già dato per scontata la loro settimana corta: per essere sicuri di averli a Roma, bisogna pescare nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì. E già quest’ultimo giorno è a rischio, come si è visto ieri. Non era un giovedì qualsiasi: la mattina consultazioni al Quirinale con la prima volta dei 5 stelle, e in contemporanea riunione del gruppo Parlamentare per decidere appunto l’assegnazione nelle commissioni parlamentari, che deve essere comunicata entro martedì al presidente del Senato. Eppure su 53 dipendenti dei cittadini italiani inviati in Senato, erano presenti solo in 38 (e per capirlo hanno dovuto fare un lungo appello nominale come a scuola, visto che ancora non si conoscono bene). Dei 15 che mancavano alla riunione solo 2 erano assenti giustificati: il capogruppo Vito Crimi, che era appunto al Quirinale, e Barbara Lezzi che era a letto con l’influenza, e comunque collegata in streaming con gli altri.  Leggi l'articolo integrale di Franco Bechis su Libero in edicola oggi, venerdì 22 marzo

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