Tutti lo pensano, qualcuno lo dice. Il malumore nel Pdl inizia a diventare insostenibile e i mugugni si trasformano in stoccate. La bomba l'ha lanciata l'onorevole Guido Crosetto ai microfoni de La Zanzara, su Radio24: "Sono disposto a dare parte del mio stipendio per fare a meno della Minetti. Perdiamo voti anche senza la Minetti, ma diciamo che lei aiuta. Paghiamola, facciamo una colletta per darle un vitalizio così ci toglie dall'imbarazzo". Un attacco frontale contro Nicole, definita indirettamente da Crosetto "una mela marcia che andrebbe isolata". L'unico che si salva è Angelino Alfano: "Salvo lui, prenderei tutti gli altri a calci nel culo", ha dichiarato l'onorevole. Meloni possibilista - I colleghi di partito, tra le righe, lasciano intendere di essere d'accordo. L'onorevole Giorgia Meloni non se la sente di pagare la Minetti per cacciarla: "Non con i soldi degli italiani, nessun vitalizio. Però ammetto che pagherei di tasca mia per mandare via qualcuno dal partito. Io contesto il metodo di selezione, bisogna abolire le liste bloccate. ll problema è di regole, il boccino deve tornare nelle mani degli italiani". Prima cacciamo Monti - L'onorevole Alessandra Mussolini è d'accordo con la provocazione di Crosetto: "Serve un cambio complessivo. Concordo con Crosetto, ma non è la Minetti il problema. Bisogna mandare via tutti quelli che sono nel partito per opportunità e non per passione politica. Non è un discorso personale, non servono liste di proscrizione. E comunque la Minetti non farà mai un passo indietro". La vera priorità, per la Mussolini, è un'altra: "Bisogna cacciare Mario Monti. Io, pur di mandarlo via, sono disposta a sdraiarmi davanti a Palazzo Chigi e farmi camminare sopra da Crosetto, che fisicamente non è proprio piccolo. Se questo serve a mandare via Monti e Fornero, lo faccio volentieri", propone la Mussolini. Basta inventare personaggi - Alcuni esponenti del Pdl, come Gaetano Quagliariello e Maurizio Gasparri, preferiscono non commentare le esternazioni di Crosetto. Chi invece si dice favorevole al cambiamento è l'onorevole Nunzia De Girolamo: "La provocazione serve al Pdl per riflettere sulla classe dirigente. Formigoni non avrebbe dovuto candidare la Minetti. Serve una selezione accuratissima d'ora in poi, serve preparazione. Basta con questi personaggi inventati dal nulla, sia maschili che femminili. Bisogna dire basta ai miracolati che sono nel Pdl solo per la presenza di Berlusconi". La De Girolamo non vuole sentir parlare di soldi: "Io non pagherei né per avere né per mandare via qualcuno. Di sicuro le mele marce esistono, come in tutti i partiti. E rischiano di infangare l'immagine esteriore del Pdl". di Pietro Pruneddu