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Lega, il nuovo ruolo di Luca Zaia e la "missione" di Calderoli

di Fabio Rubini mercoledì 10 giugno 2026

3' di lettura

Nel mezzo sta la virtù, dicevano i latini. E nel mezzo ci potrebbe essere l'intesa che porterà a una nuova Lega, o meglio, a una Lega rinnovata. Questa mattina a Roma si riunisce il direttivo federale del Carroccio. La richiesta di Salvini di una partecipazione in presenza spiega meglio di ogni altro ragionamento l’importanza dell’appuntamento. Anche se il segretario prova a minimizzare: «È stato convocato per l’approvazione del bilancio, io sto lavorando da mesi - non da tre giorni - leggendo numeri, vittorie e sconfitte e nelle prossime settimane sistemeremo quello che va sistemato. Evidentemente è un percorso lungo e il nostro obiettivo è vincere le politiche dell’anno prossimo». Poi bolla come «fantasie» le ricostruzioni che parlano di due Leghe.

SCENARI
Cosa succederà dunque questa mattina? Ma soprattutto cosa sta succedendo davvero in Lega? Entrambe le domande non hanno risposte semplici. La base del ragionamento è questa: il Carroccio ha bisogno di una scossa, fiaccato un po’ dall’azione di governo, un po’ dalla diserzione dell’ex generale Vannacci. Salvini e il gruppo dirigente della Lega, da mesi stanno mettendo a punto una strategia per rilanciare l’azione politica del partito. Il nome principale individuato per dare l’impulso è quello di Luca Zaia.

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Libero dagli impegni da governatore, il Doge può essere il volto giusto per tornare a parlare a quel Nord produttivo, che sembra essersi un po’ disamorato della Lega. Per questo la scorsa settimana è stato protagonista di una riunione con Salvini, Giorgetti e Durigon, nel corso della quale gli è stata chiesta la disponibilità a scendere in campo. Zaia l’avrebbe data, a patto però di avere autonomia decisionale. Zaia ha riproposto anche il progetto delle due Leghe sul modello bavarese della Cdu-Csu. In sostanza l’ex governatore vedrebbe di buon occhio una sorta di Macroregione del Nord di cui lui sarebbe plenipotenziario politico, decidendo alleanze e candidati. Un soggetto politico che affiancherebbe la Lega nazionale a trazione sovranista guidata da Matteo Salvini, al quale resterebbe il ruolo di segretario federale.

Piano affascinante, ma difficile da realizzare sia per il «no» di Salvini, che non può certo accettare di “consegnare” il cuore del partito a chicchessia; sia per i dubbi dei vari “capi” regionali, che si sentirebbero esautorati o quantomeno limitati dal nuovo ruolo di Zaia. Tornando alla prima domanda, dunque, possiamo dire che questa mattina verranno messe le basi per il cambiamento, ma non ci saranno nomine o cambi statutari. Molto più semplicemente Salvini tirerà le fila di settimane di incontri fatti con i nomi più significativi del partito, ai quali ha chiesto due cose: cosa possono fare in più (e in prima persona) per aiutare la Lega in vista delle politiche del prossimo anno; e idee su come “rivisitare” il partito. 

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Proprio su quest’ultimo punto si gioca quello che sarà il nuovo assetto del Carroccio. Non uno sdoppiamento - come detto -, ma la concessione di maggiore autonomia alle Leghe regionali, un po’ com’era ai tempi di Bossi. In questo modo Salvini avrà più tempo da dedicare al progetto generale e alla linea politica nazionale, e ne perderà meno a risolvere beghe locali che verranno demandate ai territori. Proprio qui entra in gioco Luca Zaia e il suo nuovo possibile incarico. Aldilà della vicesegreteria, per lui verrebbe disegnato un ruolo ad hoc. Una sorta di uomo immagine del Nord, al fianco dei governatori e dei segretari regionali. Un discorso che parte oggi e che, nell’idea di Salvini, dovrebbe concludersi entro il 4 e 5 luglio in tempo per il “ritiro” convocato dal segretario in Veneto.

VERSO L’AUTUNNO
Su questa nuova Lega, dicono i rumors, starebbe già lavorando Roberto Calderoli, il “mago” di regolamenti e statuti. Salvini avrebbe affidato a lui le (poche) modifiche statutarie, necessarie per istituzionalizzare il nuovo ruolo di Luca Zaia. Ruolo che poi verrà ufficializzato nel corso di un congresso straordinario, la cui convocazione sarà necessaria proprio per approvare le modifiche allo statuto. L’assise ma qui siamo davvero nel campo delle ipotesi- dovrebbe tenersi in autunno al Nord, in Lombardia o in Veneto. L’idea sarebbe quella di lanciare da lì non solo la “nuova Lega”, ma anche la campagna elettorale che porterà dritta alle politiche di ottobre 2027. Che per la Lega e per Salvini saranno fondamentali.

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