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Province: Draghetti (Bologna), azzeramento riordino sarebbe triste e penoso

domenica 16 dicembre 2012

2' di lettura

Bologna, 10 dic. - (Adnkronos) - Non giungere alla conversione in legge del decreto 188 sul riordino delle Province vorrebbe dire "l'azzeramento e la vanificazione di un anno intero di lavoro, discussioni e confronti: sarebbe una pagina di storia politica triste e penosa". E' chiaro il messaggio che la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, non senza un certo tono di amarezza, lancia nel corso di incontro con la stampa convocato oggi pomeriggio a Palazzo Malvezzi, proprio per fare il punto sul processo di riassetto delle Province che potrebbe sfumare a causa dello scioglimento anticipato delle Camere, per la crisi politica in atto. Per Draghetti, dunque, "il decreto va approvato, seppur con alcuni emendamenti" come i tempi e i criteri di scioglimento delle giunte che dovrebbero essere smantellate entro il primo gennaio prossimo. Ad ogni modo non votare il provvedimento che scade il 5 gennaio sarebbe "da irresponsabili" prosegue la presidente della Provincia destinata, in realta' a diventare Citta' Metropolitana. Ma Draghetti non risparmia critiche a tutto il modo con cui si e' lavorato sul fronte delle riforme istituzionali. "Si e' proceduto senza un disegno complessivo" sostiene Draghetti, convinta, in altre parole che si sia 'navigato a vista' "guardando le cose giorno per giorno". Non manca la replica al ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi che ha peventato il rischio caos e inefficienza in caso di mancata riforma delle Province. "Non ho capito il senso del suo intervento, perche' se non dovesse essere votato il decreto semplicemente faremo cio' che abbiamo sempre fatto finora" risponde Draghetti, rimarcando che "e' perfettamente inutile fare allarmismi senza prospettive di soluzione". (segue)

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