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Coronavirus e aiuti di Stato: alla Lombardia 200 milioni, a Campania, Sicilia e Puglia 300

Sandro Iacometti
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Piccolo quiz. In Lombardia, ad oggi, ci sono stati 32mila casi positivi al Coronavirus, in Emilia Romagna 10mila, in Veneto 6mila. In Sicilia, invece, i contagiati sono stati 994, in Puglia 1.093 e in Campania 1.199. Indovinate un po' dove sono andati i soldi del governo? Non è tutto, perché non si tratta di quattrini destinati all' emergenza sanitaria, ma al finanziamento della cassa integrazione per le aziende in crisi. Allora, al quiz bisognerebbe aggiungere altri dati.


Come ad esempio quelli sul Pil delle tre regioni del Nord, che insieme (dati Eurostat 2018) superano il 40% dell' intero prodotto interno lordo del Paese, mentre le tre del Sud non arrivano neanche al 16%. Possibile che il danno economico provocato dal virus sulle due aree dello Stivale sia comparabile?
Non si sono fatti questa domanda il ministro dell' Economia, Roberto Gualtieri, e quella del Lavoro Nunzia Catalfo, né si sono preoccupati di verificare il grado di diffusione dell' epidemia. Per distribuire gli 1,3 miliardi messi a disposizione dal governo per la cig in deroga i due si sono limitati a chiedere all' Inps l' elenco dei lavoratori non coperti da ammortizzatori ordinari.

«Finalità elettorali» - Ed è così che la Sicilia si è trovata in tasca 108 milioni, la Puglia 106 e la Campania 101.
La Lombardia, che ha il doppio degli abitanti, il record di contagiati e morti e produce da sola il 22% del Pil italiano si è dovuta accontentare di 198 milioni, mentre l' Emilia Romagna ne ha ricevuti 110.
Un vero e proprio schiaffo quello arrivato al Veneto. Per la patria delle piccole e medie imprese, il regno delle eccellenze italiane, la regione che traina l' export del Paese, la dote stabilita dal governo per aiutare le imprese è stata di soli 99 milioni.
Spiccioli che hanno fatto andare su tutte le furie l' assessore allo Sviluppo della regione, Roberto Marcato. «Forse fino ad oggi ho vissuto da un' altra parte. Da noi il 97% delle aziende ha meno di 10 dipendenti e siamo una delle regioni più colpite d' Italia», spiega a Libero, «vedere che nella distribuzione degli ammortizzatori sociali in deroga siamo sotto Puglia, Sicilia e Campania è una grande delusione. Mi aspettavo che di fronte all' emergenza la politica potesse cambiare approccio, scegliere per una volta in base a criteri oggettivi, senza pregiudizi e senza finalità elettorali, invece ci troviamo ancora di fronte alle vecchie logiche. Le stesse che sono dietro le parole pronunciate un paio di giorni fa dal ministro Provenzano, che invocava finanziamenti al Sud, anche per aiutare i lavoratori in nero.
Ma stiamo scherzando?».



Le prossime misure - Il problema va chiaramente al di là di un assessore deluso, dell' orgoglio veneto, delle rivendicazioni leghiste. In gioco c' è il futuro del Paese, la possibilità di rimettersi in piedi, di far ripartire l' economia.
Il premier Giuseppe Conte ha spiegato ieri che il decreto da 25 miliardi non è che l' assaggio. Bene, c' è da sperarlo. Ma se questo sarà il criterio con cui l' esecutivo distribuirà le risorse, forse è meglio evitare di fare altro debito pubblico.
«Il governo», prosegue Marcato, «dovrebbe preoccuparsi di mettere in sicurezza non il Nord in quanto tale, ma le economie che trainano il Paese. Se questo è l' aiuto e l' incoraggiamento nessuno qui da noi, come in Lombardia e in Emilia Romagna avrà non solo la forza, ma neanche la voglia di rimboccarsi le maniche. L' Italia non riuscirà più a rialzarsi».

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