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Matteo Salvini contro l'Unione Europea: "Coronavirus, emettere subito titoli italiani. Si fa da soli"

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No, a Matteo Salvini le ricette proposte da Giuseppe Conte e dal governo per gestire l'emergenza coronavirus non convincono. Lo aveva detto a caldo, dopo l'ultimo decreto e l'ultima conferenza stampa del premier sabato 28 marzo, e lo ribadisce in un'intervista al Corriere della Sera pubblicata il giorno successivo: "Io mi impongo di pensare positivo. Soltanto, non vorrei che da lunedì ci fossero gli italiani in fila fuori dai Comuni a chiedere soldi che non ci sono", premette il leader della Lega, raggiunto telefonicamente, spiega il quotidiano di via Solferino, proprio mentre stava scrivendo un sms a Conte. E cosa gli stava scrivendo? "Appunto quello: attenzione con i sindaci. I soldi annunciati sono quelli che già facevano parte dei bilanci, e che i Comuni li stavano usando per altro. Se ascoltando la televisione al sabato sera, uno si sente dire che ci saranno i buoni per la spesa, le bollette e quant’altro, magari s’ingenerano aspettative a cui poi difficile dare seguito", sottolinea.

L'ex ministro dell'Interno ribadisce che "ci sono sindaci che mi scrivono, preoccupatissimi: non abbiamo una lira, non abbiamo personale… I 400 milioni, quanto sono a persona: 6 euro?", concetto già espresso alla vigilia. Che cosa si dovrebbe fare, ora? "Stampare moneta", taglia corto Salvini. "La Svizzera, compilando un foglio, ti mette a disposizione fino a 500mila euro, la Gran Bretagna ti garantisce fino all’80% dello stipendio, gli Usa destinano fino a 2.000 euro a famiglia. Loro possono farlo. Noi no, perché abbiamo l’euro. E, mi faccia dire, anche questa Europa". Chiaro il riferimento al "no" di Ursula von der Leyen agli eurobond. "Ma non voglio fare il solito leghista brutto e cattivo: ho molto gradito le parole del presidente Mattarella e anche quelle di Romano Prodi. D’altronde, sentirsi dire dalla von der Leyen che la Germania ha ragione... Ho apprezzato anche Conte quando ha detto se è così, facciamo da soli”, sottolinea.

Fare da soli, ma che cosa? E anche su questo punto, Salvini, ha le idee chiarissime: "Per esempio ciò che oggi non si può fare. E cioé, un’emissione di titoli italiani con un tasso di vantaggio. Oggi, l’Ue non lo permette. Ma a fronte di un Ue che ti lascia da solo, di una Germania che ti mette le dita negli occhi e di un Consiglio che quando scoppia un incendio ti dice vediamo tra 15 giorni, che cosa si deve fare?", conclude. Una nuova, drastica, dichiarazione di guerra a un'Unione Europea che non solo continua a latitare, ma continua a farci del male.

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