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Guido Crosetto, il governo e l'assenza di una strategia post-virus: "Quante falle, ma ormai è tardi"

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"L’epidemia finirà per far morire migliaia di imprese. Nell’assoluta assenza di una strategia industriale. Non si sa cosa deve diventare questo Paese, cosa vai rilanciato, cosa va riconvertito e cosa va lasciato morire”. É il pensiero espresso da Guido Crosetto sulle colonne di Italia Oggi, che nell’edizione odierna dedica ampio spazio alle riflessioni dell’imprenditore ed ex politico. “Il governo ha deciso di non decidere - è il parere del cofondatore di Fratelli d’Italia - in attesa che arrivino gli aiuti europei. Che arriveranno, se arriveranno, quando ormai sarà tardi”.

Inoltre Crosetto è contrario alla strategia del governo basata su sussidi a pioggia: “Da imprenditore sarei partito dalla tutela e dal rilancio di due settori strategici: le imprese che nel 2019 hanno esportato, che sono quelle che hanno qualcosa in più che consente loro di vendere oltre confini e di intercettare reddito estero e farlo diventare italiano; e poi quelle che sono in grado di portare reddito estero in Italia, attirando il turismo. Sono i capisaldi del nostro sistema produttivo, che se non sostieni perdi per sempre”.

Il decreto Rilancio, invece, decide di “non scegliere” perché il governo con le misure indicate “si limita a tirare la palla avanti in attesa delle scelte dell’Unione europea. Bisognava intervenire due mesi e mezzo fa - è la convinzione di Crosetto - siamo già in ritardo adesso, migliaia di imprese non riapriranno”. E infatti continuano ad aumentare le tensioni sociali: “È stata da sempre la mia preoccupazione. Quando i sussidi finiranno, che faranno queste masse di disoccupati?”. 

 

 

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