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Giorgia Meloni, retroscena: una "nuova Fiuggi", il piano per diventare il primo premier donna

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Giorgia Meloni potrebbe dar vita ad una Fiuggi 2, ovvero ad una svolta moderata che le permetterebbe di allargare ulteriormente il bacino di voti. Lo scrive La Stampa, che ovviamente fa riferimento alla celebre e storica mossa di Gianfranco Fini, che trasformò il Movimento sociale in Alleanza nazionale, aprendo alla destra la via verso il governo: alle elezioni del 1992 il Msi ottenne il 5,3%, due anni più tardi An balzò al 13,4%. Quella storia è poi finita male, ma non certo per la svolta battezzata nelle acque di Fiuggi: la Meloni sembra pensarci concretamente, anche se teme quello che definisce il “trappolone”, ovvero che con gli appelli alla moderazione si tenti solo di alimentare le tensioni nel centrodestra, per spingerla alla rottura con Matteo Salvini.

Le scaramucce tra i due sono partite a settembre dell’anno scorso, ovvero all’indomani della caduta del governo gialloverde: allora il rapporto tra Lega e Fdi era di 32,5% contro 6,5%: oggi secondo i sondaggi è 25,2 a 14,3. Cifre che, secondo La Stampa, spingono la Meloni a provare la svolta moderata e ad ampliare il potenziale di voti raggiungibili: “Il carattere e il coraggio non dovrebbero mancare a questa donna che - comunque la si pensi - si è ‘fatta da sola’ in un mondo di maschi spesso avvezzi, in quegli anni, al manganello”. 

 

 

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