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Giorgia Meloni e l'avviso di garanzia a Conte: "Le scelte politiche non riguardano la magistratura"

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Giorgia Meloni mostra grande coerenza anche sulla vicenda degli avvisi di garanzia ricevuti da Giuseppe Conte e da mezza squadra di governo per la gestione dell’emergenza coronavirus. Un atto dovuto, quello dei pm di Roma, che però non è detto che si concluda con l’archiviazione: intanto si è scatenato il dibattito politico tra garantisti e giustizialisti, con i soliti cambi di bandiera a seconda di chi riceve l’avviso di garanzia. In questo marasma la Meloni ne esce da vincente perché “Fratelli d’Italia rimane coerente con le sue posizioni, e non le muta a seconda della convenienza politica: le scelte politiche di un governo non dovrebbero essere sottoposte all’approvazione della magistratura”.

Ciò non toglie che serve la “massima trasparenza”, ma questa deve essere data “prima di tutto al Parlamento e ai cittadini”, e non alle toghe. “È quello che continueremo a pretendere da questo governo - ha aggiunto la Meloni - che continua a scappare dal confronto e che ha calpestato la costituzione e le dinamiche democratiche con la scusa del coronavirus”. Inoltre la leader di Fdi è curiosa di vedere la coerenza di M5s e Pd: “I grillini hanno sempre invocato le dimissioni immediate per qualsiasi politico che riceve anche solo un semplice avviso di garanzia. Lo faranno anche ora? Siamo sicuri di no, perché ormai abbiamo capito tutti che le regole del M5s variano a seconda della convenienza politica del momento. E vediamo anche la coerenza del Pd, che ha votato tre volte al Senato per mandare a processo un ministro dell’Interno per le decisioni prese. Fdi - ha concluso la Meloni - ha sempre detto che questa è una pericolosa deriva antidemocratica, ma visto che la sinistra ha sempre difeso l’ingerenza della magistratura nella sfera decisionale del governo, mi aspetto che ora il Pd chieda a gran voce il processo per Conte e per tutti i ministri. Ma non lo farà perché sappiamo tutti che la sinistra ama la magistratura solo quando attacca la destra”. 

 

 

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