Strette intese

Matteo Salvini contro Draghi: "Il governo ha disatteso gli accordi". La situazione precipita

Era questione di tempo e alla fine la spaccatura del governo di larghe intese guidato da Mario Draghi è diventata realtà. Nel Consiglio dei Ministri di ieri, mercoledì 21 aprile 2021, i ministri della Lega di Matteo Salvini si sono astenuti al voto del nuovo DL Covid. "Il Decreto purtroppo ha avuto solo una modifica, quella che ha aumentato dal 60 al 70% la presenza in classe obbligatoria degli studenti" ha dichiarato un deluso Matteo Salvini. "Il governo ha disatteso l’accordo raggiunto con gli enti locali, mettendo in difficoltà presidi, sindaci e studenti: migliaia di studenti ammassati sui mezzi pubblici non sono un problema e non corrono rischi, mentre due persone in palestra o al bar rappresentano un problema. Perché?” si domanda il leader del Carroccio. E ancora: "Essere alleati leali significa dire, al premier come a un amico, quando secondo noi sbaglia. Insistere con coprifuoco, chiusure e divieti - quando i dati sanitari sono in netto miglioramento da giorni - non ha senso: il prossimo decreto a cui stiamo lavorando dovrà prevedere, nel nome del buonsenso, il ritorno alla vita, al lavoro, alle libertà. Fidiamoci degli italiani!", ha ricordato durante la segreteria politica del Carroccio.

 

 

 

 

Al centro delle critiche di Salvini anche il mancato prolungamento del coprifuoco, proposto dalle 22 alle 23, e presto liquidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Lo strappo della Lega ha scatenato i tumulti anche delle Regioni, già innescati dalla bozza di decreto che girava negli scorsi giorni. "L'aver cambiato in Consiglio dei ministri un accordo siglato dalla Conferenza delle Regioni con i Comuni e le province sulla presenza di studenti a scuola è un precedente molto grave che ha incrinato la reale collaborazione tra Stato e Regioni" ha detto a Radio KissKiss Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni. 

 

 

 

Secondo Fedriga, gli accordi possono sì essere cambiati, ma soltanto "riconvocando chi quegli accordi li ha presi". Il governatore del Friuli-Venezia Giulia ha convocato nella giornata di oggi una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni. La rottura è avvenuta a causa delle norme sulla scuola e, in particolare, all'attività in presenza degli studenti di almeno il 70%, fino al 100%. L'ultimo accordo sottoscritto dalle Regioni prevedeva un limite del 60%, specialmente per l'inevitabile affollamento dei mezzi pubblici. Per la presenza di "un range da 60 al 100 per cento servirebbero dai 15mila ai 20mila autobus in più. Non si tratta di una scelta politica, ma di limiti fisici" ha tuonato Fedriga.