Dal suo ultimo libro

Bruno Vespa sul dopo-Mattarella: "Forse non ci sono le condizioni politiche", un caso al Quirinale

Quirinale, dodici presidenti tra pubblico e privato è l’ultima fatica letteraria di Bruno Vespa. Pubblicata da Rai Libri, è disponibile in libreria e negli store digitali dal 29 aprile: nel testo il volto storico di Porta a Porta ha ripercorso la storia repubblicana attraverso i ritratti dei capi dello Stato e delle donne che li hanno accompagnati nella vita e negli anni della loro presidenza. “Secondo un vecchio luogo comune - si legge nell’introduzione - il presidente della Repubblica è un signore che se ne sta tranquillo al Quirinale firma ogni tanto qualche carta e non interviene nella vita politica”. 

 

 

In realtà per Vespa si tratta del “centro di un autentico potere che molti capi dello Stato hanno esercitato nella storia italiana”. Di conseguenza il giornalista della Rai ritiene che “nessuno dei dodici presidenti è stato un docile passacarte”, anzi il potere del Quirinale “è aumentato nella misura in cui è diminuito quello di Palazzo Chigi. Non è un bene”. Ovviamente il primo ritratto è quello di Enrico De Nicola, definito “un monarchico per la Repubblica”, per poi arrivare fino a Sergio Mattarella: nel libro ovviamente non mancano aneddoti e curiosità varie. 

 

 

Interessante soprattutto un passaggio sull’attuale capo dello Stato, alle prese con “tre crisi bizzarre” ed esempio di “solidarietà nel momento più duro dell’ultima fase dell’epidemia”. A gennaio 2022 si dovrà votare per il nuovo presidente della Repubblica, i tempi potrebbero essere maturi per una donna? “Nel sentimento diffuso degli italiani sarebbe un avvenimento normale. Ma non so se ci saranno le condizioni politiche. Però il grande giallo del Quirinale è cominciato, c’è chi sta scrivendo i primi capitoli”.