Sindaco di Milano

Gabriele Albertini, la lettera a Libero: "Caro Senaldi, caro Feltri, perché non posso candidarmi". Doccia gelata per Salvini

Gabriele Albertini

Caro Direttore Pietro Senaldi, Caro Vittorio Feltri, Caro Pino Farinotti, miei Cari Concittadini Milanesi, alcuni sondaggi, m'avevano, inaspettatamente, indicato come valido antagonista, del sindaco uscente, in occasione del rinnovo del mandato amministrativo, il prossimo autunno e Matteo Salvini, aveva presentato, in pubblico e da solo, la mia candidatura. Lo ringrazio! Nel propormi, ha superato le tante divergenze politiche, da che ci conosciamo... 24 anni.

Gli avevo fatto presente, le mie contrarietà, di carattere personale e familiare, ad accettare il gravoso compito: avrei rivissuto, da carnefice e vittima, quella nuova fattispecie di reato: «il sequestro di persona del consenziente», (come avevo definito la vita del sindaco di Milano), ed una sicura crisi coniugale, essendo mia moglie contrarissima, oltre a ridurre considerevolmente il mio reddito. Dall'annuncio pubblico del leader della Lega, si era aperto un dibattito sui media ed era cominciato un flusso costante, impetuoso di messaggi diretti, vocali e scritti, d'incoraggiamento... fino al punto d'esserne sommerso! Tra questi, le "lettere aperte" di Vittorio Feltri e Pino Farinotti, per le quali, non troverò mai parole sufficienti, per dire: "GRAZIE"! Amici di ogni rango, ignoti concittadini si sono prodigati. Ho conosciuto il loro sostegno, la loro stima, la loro simpatia, con parole, che, solitamente, ai funerali, vengono, rivolte al defunto, che, non può ascoltare... mentre io le ho sentite, da vivo e mi hanno profondamente commosso... Riccardo De Corato, Paolo Del Debbio, Fabrizio De Pasquale, Attilio Fontana, Giulio Gallera, Mariastella Gelmini, Letizia Moratti, Licia Ronzulli, Cristina Rossello, Sergio Scalpelli, ed altri mi hanno indirizzato pubbliche lodi. Li ringrazio, di cuore. Ringrazio, anche ed in particolare, il Presidente Berlusconi, che non mi ha fatto mancare il Suo sostegno e la Sua affettuosa amicizia. Si sono addirittura costituiti dei comitati di digiuno "Pro Albertini candidato" (Gianpaolo Berni Ferretti, Angelo Rugabotti, altri...).  Un'esagerazione, certo, che qualcuno può considerare persino patetica! Ma, che, per me, è stato un segno di generosità indimenticabile! Profondamente colpito, erano iniziate a vacillare alcune certezze orientate alla rinuncia.

 

 

 

 

 



«Stavo cedendo» - A vent' anni, la felicità più intensa si prova nella passione dell'amore corrisposto, a 70, nell'essere rimpianti. Grazie! Miei Cari Concittadini! Mi avete reso, per qualche giorno, davvero felice della Vostra riconoscenza del Vostro, grato ricordo! Ho scoperto la perfetta gioia, di quel «grazie per quel che hai fatto», tanto dal volerti far tornare, che scalda il cuore di un uomo. Ecco allora, che stavo cedendo! Come posso ignorare tutto questo? Qualcuno si ricorda di me, con benevolenza, affetto, forse, se non chiedo troppo, stima e come faccio quindi a guardare altrove? Stavo per cedere, per dire sì! Mi aspetta una vita da «sequestrato», ma lo sopporterò, perdo dei soldi ma posso farne a meno... Ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia... "bicellulare", (siamo solo in due a vivere insieme) ed a mia moglie non potevo infliggere un disagio, per Lei così insopportabile, per un terzo quinquiennio! Ecco allora, che, dopo averVi ringraziato, Vi chiedo scusa, miei Cari Concittadini! Non ho corrisposto alle Vostre attese! Mi sono sottratto alle Vostre richieste ed ho preferito sperare di trascorre, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l'ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, anche grazie a Voi, con grandi soddisfazioni. Spero vorrete perdonarmi!

Un ultimo pensiero, che, forse non piacerà a Matteo Salvini, con me, così coraggioso e generoso, nel sostenere la mia candidatura, né agli altri leaders del centrodestra e potrà essere anche indigesto ai tanti amici, che hanno reso, per me, questi giorni di primavera, meravigliosi e tremendi, perché mi hanno fatto conoscere quanto mi volevano bene... persino, potrei inimicarmi il bravo direttore di questo giornale, Pietro Senaldi, che mi ospita e le alte firme del giornalismo che vi scrivono, Vittorio Feltri, Pino Farinotti, così affettuosi con me, che, forse, ne saranno inorriditi... Se fossi stato candidato e se fossi stato eletto, ecco il mio primo atto, da sindaco di Milano: chiedere a Beppe Sala, d'entrare nella Giunta Municipale, come vicesindaco, d'unirsi a me nel Governo della Città, magari, accompagnato da alcuni assessori, suggeriti da Lui e/o dalle forze poliche responsabili che lo sostengono. 

 

 

 



Tempi particolari - L'elezione diretta del sindaco ed il premio di maggioranza non rendono necessario questo disegno per governare una metropoli ed in altre circostanze non avrei mai pensato ad un progetto, così insolito, per qualcuno, forse per molti, così inconcepibile, persino farneticante. Ma viviamo tempi molto particolari e gravi. Dopo l'inverno della pandemia, ecco questa primavera, in cui ci sentiamo e vogliamo ritornare vivi, per vedere risorgere Milano, da un terzo dopo guerra, (anche distribuendo, in sintonia con il Governo ed ispirati da, rigore, equità e capacità realizzativa, la quota d'investimento del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, destinato alla nostra Città). La nostra, radiosa, meravigliosa, impareggiabile Milano! La Città del lavoro e dell'impresa, dell'impegno sociale e della scienza, dei centri di ricerca e della «visione del futuro», del grande cuore generoso dei volontari e della finanza, degli ospedali e delle Università, del «fare e del dare», da sempre, anticipatrice di ogni «nuovo corso», per l'Italia, deve vivere la sua, immancabile rinascita, con una ritrovata, inusitata, potente, implacabile concordia delle Sue forze politiche e sociali, delle Sue imprese e dei Suoi lavoratori e di tutti i Suoi cittadini. Con attenzione particolare verso i più fragili della popolazione in questo momento di crisi, in uno spirito "d'unità Repubblicana", per usare le parole del Presidente Draghi. Vi lascio, con questa speranza, questo auspicio, questo suggerimento, non richiesto, per chiunque, nei prossimi cinque anni, avrà il peso gigantesco e l'immenso privilegio di servire Milano. Commosso, Vi abbraccio tutti!!