Crisi di identità

Mattia Santori, l'ultimo delirio sul Pd: "Non sia una sala d'attesa". Confusione totale, la sardina non sa più chi è

Mattia Santori, a due anni esatti dal successo delle Sardine a Bologna  guarda al futuro de movimento: "Il prossimo weekend a Marzabotto ci sarà infatti l'assemblea nazionale delle Sardine proprio per discutere del futuro. Con il centrosinistra ovviamente ma con qualche domanda da rivolgere al Pd di Enrico Letta", spiega in una intervista ad Adnkronos: "Bisogna capire se le Agorà sono la sala d'attesa per entrare nel Pd o se invece sono una nuova casa da costruire tutti insieme". Ma non è lui stesso del Pd? Non dovrebbe saperlo?

 

 

Forse Santori ha le idee un po' confuse: "Noi abbiamo partecipato ad alcune Agorà. Io ho fatto una pre Agorà a Bologna e quella sulla cannabis. Ma va chiarito un punto", avverte Santori. "Se sono l'anticamera del Pd non funzioneranno. Manca un punto fondamentale perché non si capisce quanto il Pd sia disposto a mettersi in discussione. Per questo tante realtà che sono fuori, come le Sardine, sono titubanti ad entrare: significa appiattirsi su un sistema che già c'è o organizzarne uno nuovo?".

 

 

Peccato che lo stesso Santori si sia candidato con il Pd. Non è questa una chiara contraddizione? "Esattamente il contrario. La mia candidatura, come altre, è stata un'Agorà molto più concreta: quando si sceglie di amalgamarsi con il Pd per un progetto politico concreto dentro una coalizione che può essere la base per quella futura del 2023, allora quella è un'Agorà. Anzi è la dimostrazione pratica di quello che può essere il post Agorà".