Chiodo fisso

Marco Travaglio, l'intervista al grillino Patuanelli: "Una cosa fatta bene dal Caimano". Elogi a Berlusconi, processo a Conte

La parole (inattese) di stima di Giuseppe Conte nei confronti di Silvio Berlusconi avevano scatenato la rabbia di Marco Travaglio, che da giorni sul Fatto quotidiano ha lanciato una campagna mediatica senza precedenti, con tanto di petizione, per dire no alla ipotesi del Cavaliere al Quirinale. Figurarsi, dunque, la stizza per lo "sgambetto" di Conte, che è il punto di riferimento politico unico di Travaglio e della sua redazione. 

 

 

 

 

 

Quasi un tradimento, anche se lo stesso ex premier aveva precisato che il Movimento 5 Stelle mai avrebbe potuto convergere sul nome del Cav come prossimo presidente della Repubblica. Nella galassia grillina ne è nato un piccolo terremoto tanto da costringere Stefano Patuanelli, ministro dell'Agricoltura, a rilasciare al Fatto quella che somiglia tanto a una intervista "riparatrice". Di cosa, non si sa bene. 

 

 

 

 

 


"L'iniziativa di Conte di interloquire con tutti i partiti per individuare un profilo istituzionale è la strada per evitare una serie infinita di votazioni", precisa il pentastellato. "Conte potrebbe evitare di riservare continui elogi a Berlusconi", gli chiede il Fatto. Replica imbarazzata del ministro: "Non mi sembra che gli abbia riservato elogi eccessivi. Gli ha dato atto di essere stato un protagonista, che continua ad avere centralità. Ma ha anche detto che non sarà mai il nostro candidato". Quindi si tocca la vetta del sublime. A Patuanelli chiedono "una cosa buona fatta dal Caimano". Davanti al plotone d'esecuzione schierato, il grillino non può che buttarla in caciara. Pardon, in tribuna: "Quanto fatto col Milan, Gullit e Van Basten".