Chi punta il dito

Mario Draghi, il nonno non sa fare politica: una pesantissima frase rubata, la sinistra dichiara guerra al premier

Irritazione da sinistra per le parole di Mario Draghi che, nella conferenza stampa di fine anno, avrebbe commesso "uno svarione sul Quirinale". Così lo descrive Arturo Scotto, coordinatore di Articolo Uno. Sul sito del partito si leggono dure accuse al premier. "Non si è candidato al Colle, non è un analfabeta istituzionale - esordisce Scotto -. Ma si è limitato a dire che il suo compito è praticamente finito, avendo messo tutte le carte a posto dal Pnrr alle vaccinazioni. E chi arriverà a Palazzo Chigi deve semplicemente stare in quel solco. Il pilota automatico è in azione". Un commento al vetriolo che - come riporta Repubblica - non è andato giù agli esponenti vicino a Pier Luigi Bersani, fondatore di Articolo 1. A maggior ragione se uno dei leader del partito, cioè Roberto Speranza, è al governo a fianco del premier.

 

 

"Non spetta - prosegue Scotto - a chi dirige un governo senza una formula politica indicare la strada per il Colle. Tanto più se è legittimamente un potenziale 'quirinabile". Separare i destini di Palazzo Chigi e di Quirinale è un fatto di igiene politica". Nell'editoriale pubblicato sul sito, Scotto non ci va affatto per il sottile criticando il presidente del Consiglio che non avrebbe avuto "tatto", anche se "il tatto talvolta è sostanza".

 

 

Per il coordinatore di Articolo Uno occorre separare Quirinale e presidenza del Consiglio, proprio come vuole la Costituzione. Lo stesso Bersani non ha mai nascosto di preferire "un percorso normale piuttosto che un inedito assoluto". Il riferimento è alla possibilità che Draghi passi da Palazzo Chigi al Quirinale Su questo discuteranno i bersaniani che, concluso il Natale, si riuniranno per decidere il piano per il Colle. Con loro Enrico Letta, segretario del Partito democratico, e Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Al momento sembra che i bersaniani siano più vicini ai grillini, entrambi dubbiosi sulla nomina di Draghi alla presidenza della Repubblica.